Banca della parrucca: come donare i capelli (e un sorriso in più) alle pazienti oncologiche

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La perdita dei capelli rappresenta un trauma per ogni malato oncologico, ma grazie alla Banca della parrucca è possibile riceverne in comodato d'uso con il solo vincolo di restituirla al termine dell’utilizzo. Un piccolo gesto per riacquistare un po' di fiducia e non sentirsi soli in un percorso così complesso

Si chiama ‘Banca della parrucca’ ed è una vera e propria catena di solidarietà attraverso la quale le parrucche, donate da chi non ne ha più bisogno, vengono messe gratuitamente a disposizione di altre che per motivi economici non possono permettersele.

Come vi abbiamo raccontato tante volte, la perdita dei capelli provoca nei pazienti oncologici un ulteriore trauma psicofisico che va ad aggiungersi a un percorso già costellato da difficoltà e preoccupazioni. Molto spesso, queste parrucche hanno un costo che non tutti possono permettersi.

Esistono però le cosiddette banche delle parrucche, dove chi ne fa richiesta può prendere in comodato d’uso gratuito una parrucca, un copricapo o altre soluzioni personalizzate, con il solo vincolo di restituirla al termine dell’utilizzo. La parrucca viene quindi raccolta, sistemata e igienizzata prima di essere destinata ad altre pazienti.

In Italia esistono già diverse realtà che supportano le persone che stanno affrontando la chemioterapia. Ad esempio, per i pazienti in day hospital, al Campus Biomedico di Roma, c’è la banca della parrucca dell’Associazione Amici dell’Università Campus Bio-Medico di Roma Onlus promossa in collaborazione con l’associazione Atri Onlus e la Fondazione Prometeus.

Dal mese di marzo 2022, al secondo piano del day hospital medico del policlinico universitario, c’è un angolo dedicato con parrucche e toiletta. Le parrucche sono donate generalmente dalle donne alla fine del loro percorso di cura, istituendo una sorta di “catena di solidarietà” che le unisce idealmente ad altre donne che stanno iniziando il loro percorso.

Ma non solo. Ogni mercoledì dalle ore 13.30 alle 15.30 al centro di Senologia dell’Ospedale San Giovanni-Addolorata – Presidio Santa Maria – corpo O – Via San Giovanni in Laterano, 149 a Roma, ci sono incontri gratuiti di consulenza per aiutare le donne sia nella scelta della parrucca che a ritrovare la propria immagine e un po’ di fiducia.

Il progetto promosso nel 2012 dalla Fondazione Prometeus è sostenuto economicamente dalla società Tricostarc che, gratuitamente provvede ad igienizzare e sistemare le parrucche che ci arrivano, in modo da poterle rendere disponibili per altre donne.

Anche a Genova, esiste la Banca della parrucca ed è una iniziativa LILT, l’attivazione di questo servizio è stata possibile grazie alle donne che in questi anni, dopo aver combattuto la propria battaglia, hanno deciso di mettere a disposizione la propria parrucca, esorcizzando così un oggetto simbolo della malattia, ma anche valorizzandolo, in modo che possa essere di aiuto a chi sta ancora combattendo. Dove e quando? Per informazioni  clicca qui.

E voi ne conoscete altre?

La solidarietà non ha barriere perché si può contribuire anche alla realizzazione di queste parrucche donando i proprio capelli che devono rispettare questi criteri.

Come Donare i Capelli

Donare i propri capelli è molto semplice, basta osservare alcune piccole attenzioni, soprattutto durante la loro raccolta:

  • I capelli devono avere una lunghezza minima di 40 cm (25 cm per i capelli bianchi o brizzolati) per poter garantire il loro utilizzo
  • i capelli ricci o mossi vanno misurati al naturale senza allisciarli
  • i capelli possono essere di qualsiasi tipo (fini, spessi, tinti, mesciati, con schiariture, etc…) ma è importante che non siano mai stati trattati con henné (in questo caso occorre attendere la totale ricrescita dei capelli per poterli donare)
  • mai mischiarli con quelli di un’altra donatrice
  • consegnarli che siano ben puliti, asciugati e ben legati alle estremità con degli elastici. (E’ importantissimo asciugare bene i capelli prima di spedirli in quanto tendono ad intrecciarsi, indurirsi, rovinarsi e ammuffirsi)

Potranno essere tagliati dal proprio parrucchiere di fiducia che potrà procedere dividendo in 6 settori la testa riunendo così i capelli in piccole code per lunghezza che andranno tagliate appena sopra l’elastico.

A questo punto è sufficiente chiuderli in una busta senza scordare di accompagnarli ad una vostra dedica (lo “Smile”) rivolta alla persona che li riceverà, specificando la vostra mail (una sola mail e ben leggibile) in modo che possa scrivervi per ringraziarvi di averle ridonato il sorriso. I capelli possono essere indirizzati o direttamente alla Tricostarc, in Viale Libia 38 00199 Roma, o alla Fondazione Prometeus Onlus (clicca qui per l’indirizzo)

 

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.

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