Bambini sotto le macerie delle loro scuole, il dramma del terremoto in Indonesia

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Erano solo bambini molte delle persone uccise e ferite nel forte terremoto sull’isola indonesiana di Giava. Il bilancio delle vittime sale costantemente

Si scava tra le macerie, tra polvere e detriti, a mani nude. Sull’Isola di Giava, mentre si susseguono le scosse di assestamento, un terribile terremoto ha provocato quasi 300 vittime, tra cui bambini e ragazzi. Il sima di magnitudo 5,6 ha colpito ieri la regione montuosa dell’Indonesia, provocando frane che hanno seppellito interi villaggi vicino alla città di Cianjur, nel West Java, e ferito almeno 1.000 persone.

Erano le 13 quando la terra ha tremato violentemente e loro, indifesi, erano nel posto che dovrebbe essere il più sicuro e che spesso non lo è affatto. Non qui, non in questi posti: la scuola.

Aprizal Mulyadi, 14 anni, era in aula al momento del sisma. Racconta di essere rimasto intrappolato dopo che “la stanza è crollata e le mie gambe sono state sepolte sotto le macerie”. È stato tratto in salvo dal suo amico Zulfikar, che però poi è morto, inghiottito dalle macerie.

Una scia di morte improvvisa, in una terra che non ha pace. Qui in Indonesia i terremoti sono effettivamente comuni, trovandosi il Paese nell’area “anello di fuoco” dell’attività tettonica nel Pacifico. Eppure, le scosse sono quasi sempre devastanti e spesso alternate a tsunami (ricordiamo le oltre 2mila persone uccise in un terremoto del 2018 sull’isola di Sulawesi).

Secondo gli ultimi aggiornamenti, la National Disaster Mitigation Agency (BNPB) ha aggiunto che 151 persone erano ancora disperse; mentre 22mila sono le case rimaste danneggiate e più di 58mila le persone che si sono rifugiate in diverse località della regione.

Le scuole colpite e le vite spezzate

Ma il dramma è che la maggior parte delle vittime sono bambini perché alle 13 erano ancora a scuola. Secondo Save the Children, più di 60 persone, tra cui un insegnante e uno studente, sono rimaste uccise e circa 25 sarebbero rimaste intrappolate negli edifici crollati. Ma secondo un rappresentante della National Search and Rescue Agency, Henri Alfiandi, il numero degli studenti uccisi sarebbe molto più elevato:

La maggior parte delle vittime sono bambini perché alle 13 erano ancora a scuola, ha detto .

Il sisma ha provocato frane e crolli su almeno 51 strutture scolastiche, tra cui 30 scuole elementari, 12 scuole medie, 1 scuola superiore, 5 scuole professionali e 1 scuola speciale.

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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