Sconfitta per Bayer, confermato maxi risarcimento per una coppia malata di cancro a causa del glifosato 

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Non conservare così l'avocado: è pericoloso

È arrivata un’altra sconfitta per Monsanto (oggi Bayern). Lo scorso settembre la multinazionale aveva chiesto alla Corte Suprema della California di rivedere il caso che riguardava Alva e Alberta Pilliod, una coppia di anziani che si era ammalata di cancro a causa dell’esposizione al glifosato contenuto nel famigerato pesticida Roundup, prodotto da Monsanto. Ma la Corte Suprema ha respinto la richiesta, confermando il risarcimento di 86,2 milioni di dollari nei confronti della coppia. Si tratta di uno dei processi più importanti contro il colosso tedesco che ha acquisito Monsanto per 63 miliardi di dollari nel 2018. 

Tuttavia, Bayer ha comunicato nuovamente di non essere d’accordo con la decisione dell’Alta Corte:

 “Continuiamo a sostenere con forza la sicurezza di Roundup, una posizione supportata dalle valutazioni di esperti regolatori di tutto il mondo e dal peso schiacciante di quattro decenni di vasta scienza” ha dichiarato la società in una nota.

Dal canto suo, Brent Wisner – uno degli avvocati dei Pilliod – ha ribadito che il verdetto “si basa su una solida scienza e su una legge unanime”, invitando la società a smetterla di lanciare appelli inutili.

La vicenda di Alva e Alberta Pilliod

Alva e Alberta Pilliod vivono a Livermore in California e hanno utilizzato il Roundup per eliminare le erbacce nelle loro abitazioni a partire dal 1982 per ben 30 anni. Nel 2013 è arrivata la diagnosi per Alva: linfoma non Hodgkin, una forma di tumore linfatico; mentre ad Alberta è stata diagnosticata la stessa malattia quattro anni dopo.

I due erano ignari di tutti i rischi connessi all’uso dell’erbicida a base di glifosato e soltanto nel 2016 hanno smesso di usare il prodotto dopo essere venuti a conoscenza dei casi di tumore associati all’esposizione alla sostanza. 

Secondo la Corte d’appello, la colpa della Monsanto è quella di aver commercializzato consapevolmente un prodotto altamente nocivo, senza mettere al corrente dei rischi i consumatori. Grazie alla sentenza della Corte d’appello della California finalmente Alva e Alberta potranno avere un importante risarcimento, anche se la salute purtroppo non potrà restituirgliela più nessuno. 

Il nostro obiettivo principale era cercare di convincere la Monsanto ad avvertire le persone che il glifosato è pericoloso. –  ha commentato Alberta Pilliod dopo aver saputo del verdetto – Il denaro è importante ma la massima vittoria è stata togliere quella robaccia dagli scaffali in modo che altre persone non debbano passare quello che abbiamo passato noi. La mia vita è stata sicuramente accorciata dal cancro che ho avuto a causa del Roundup. 

La causa dei Pilliod, insieme a tante altre, ha spinto la multinazionale a smettere di vendere pesticidi a base di glifosato entro il 2023 e nel frattempo l’azienda ha stanziato circa 2 miliardi di dollari per altre richieste di risarcimento da parte di persone che si sono ammalate di tumore a causa dell’utilizzo delle loro sostanze nocive per la salute.

Nonostante ormai diversi studi abbiano confermato quanto sia pericoloso il glifosato sia per l’ambiente che per la salute, in rete i prodotti che lo contengono (come il controverso Roundup) sono facilmente reperibili su siti di e-commerce come eBay o Amazon. Chiunque può acquistarlo e, naturalmente, nessuno monitora l’uso che se ne fa.

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Fonte: San Francisco Chronicle

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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