Così l’Europa ha rinviato il Piano per dimezzare l’uso di pesticidi sintetici (con la scusa della guerra in Ucraina)

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La Commissione europea ritarda la pubblicazione delle proposte sull'agricoltura sostenibile e sulla natura previste per questa settimana, a causa dell’impatto della guerra in Ucraina sull’approvvigionamento alimentare che porterà alcuni Paesi a mettere in discussione la spinta ambientale dell’Unione europea

Avrebbe dovuto presentare in questi giorni il “pacchetto protezione della natura”, ma la Commissione europea ha deciso di rimandare la scadenza programmata senza fissarne una nuova. Il 23 scorso, infatti, si sarebbero dovuti rendere noti i dettagli della proposta su come l’Europa intende ridurre la dipendenza dai pesticidi di almeno il 50% entro il 2030.

Si tratta di uno dei quattro obiettivi chiave di riduzione fissati dalla Commissione nell’ambito del Green Deal, pubblicato a maggio 2020. Ma, ad oggi, si è rivelato un vero e proprio buco nell’acqua.

La colpa? Sarebbe del conflitto in corso in Ucraina e all’incertezza geopolitica generalizzata che “a questo punto non permette a questa proposta sull’uso sostenibile dei pesticidi e lo spazio politico di cui ha bisogno per ulteriori discussioni e riflessioni adeguate“, stando alle parole del commissario per la sicurezza alimentare Stella Kyriakides.

La Russia e l’Ucraina rappresentano di fatto oltre il 30% del commercio mondiale di grano e oltre il 50% di oli, semi e farine di girasole. Ma, secondo alcune organizzazioni ambientaliste la questione dell’Ucraina, sarebbe una mera giustificazione, dietro la quale moltissimi sono piuttosto gli interessi in campo delle lobby e delle organizzazioni poco propense a dirigersi definitivamente verso una svolta green.

Alcuni gruppi di pressione stanno usando le atrocità della guerra in Ucraina per cercare di far deragliare la strategia Farm to Fork della Commissione europea, uno dei cui obiettivi è quello di dimezzare l’uso e il rischio di pesticidi chimici entro il 2030, si legge in una nota di Eeb, un network internazionale di Ong ambientaliste, che pochi giorni fa ha organizzato un forum sui pesticidi, in attesa della proposta della Commissione.

La revisione della Direttiva sull’uso sostenibile dei pesticidi (Sud) è la prima proposta legislativa che concretizzerebbe gli obiettivi della Farm to Fork, strategia che intende ridurre l’impatto ambientale e climatico della produzione primaria, garantendo contemporaneamente agli agricoltori il giusto ritorno economico. Si tratta di un piano decennale che ha l’obiettivo di guidare l’Ue verso un sistema alimentare che sia allo stesso tempo equo, sano e rispettoso dell’ambiente.

E per fare questo non si può che agire anche sul fronte dei pesticidi.

Semplicemente non possiamo perdere altro tempo con piani favorevoli all’agroalimentare che non sosterranno la transizione degli agricoltori da pesticidi tossici, fertilizzanti e combustibili fossili sporchi. La Commissione ha ora l’opportunità di attuare ciò che i cittadini chiedono e di mantenere i suoi impegni per sistemi alimentari sani e sostenibili, dice Clara Bourgin di Friends of the Earth Europe

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Fonti: Eeb / Friends of the Earth Europe

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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