Pesticidi vietati: la Francia e la Svizzera li esportano ancora utilizzando queste “scappatoie”

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L'Europa e i singoli Stati hanno una serie di regole ben precise (ma evidentemente non sufficienti) che riguardano l'utilizzo, la produzione e l'esportazione di pesticidi. Alcuni sono già vietati, ma Francia e Svizzera li esportano ugualmente, sfruttando delle scappatoie o meglio delle grosse lacune nella legge e nei suoi regolamenti di attuazione

È proprio il caso di dirlo: “fatta la legge trovato l’inganno“, ma questa volta non è prerogativa italiana.

A denunciare l’esportazione di pesticidi vietati di Francia e Svizzera sono Unearthed, piattaforma di giornalismo investigativo di Greenpeace UK e Public Eye, una ONG svizzera.

Si parla tra l’altro di numeri molto rilevanti.

Esportazione di pesticidi vietati in Francia

Il governo francese, scrive in un comunicato Unearthed:

ha approvato l’esportazione di oltre 7.400 tonnellate di pesticidi vietati finora quest’anno, nonostante l’introduzione di una legge storica volta a vietare la pratica.

Si parla in particolare di 14 diverse sostanze chimiche vietate che includono i famigerati insetticidi neonicotinoidi, pericolosi soprattutto per le api e il cui uso è vietato all’aperto nell’UE proprio per proteggere gli impollinatori e di conseguenza la biodiversità.

Tra le sostanze incriminate vi sono anche pesticidi vietati perché problematici per la salute umana in quanto interferenti endocrini, genotossici o altro.

Come dicevamo, però, in Francia esiste una legge che vieta la produzione e l’esportazione di pesticidi contenenti principi attivi vietati nell’UE. Si tratta della “loi Egalim”, entrata in vigore il 1° gennaio 2022.

Ma come fa allora la Francia ad esportare i pesticidi vietati?

Come scrivono le due organizzazioni:

Unearthed e Public Eye hanno individuato grosse lacune nella legge e nei suoi regolamenti di attuazione. Questi consentono ai produttori di continuare a esportare grandi quantità di pesticidi vietati dalla Francia.

Si tratta dunque di falle presenti nella legge, delle scappatoie che permettono ai produttori di continuare a fare quello che vogliono, a scapito di ambiente e salute.

Di quali scappatoie si tratta? Unerarthed scrive:

Forse la più grande scappatoia nel divieto francese è nella struttura della legge stessa: vieta la produzione e l’esportazione di “prodotti per la protezione delle colture” contenenti sostanze chimiche attive che sono state vietate nell’Ue, ma non vieta la produzione e l’esportazione delle stesse sostanze chimiche vietate.  Ciò lascia i produttori liberi di continuare a produrre ed esportare queste sostanze chimiche vietate in grandi quantità, nella loro forma pura, dalla Francia. Possono quindi essere diluiti e miscelati con altri ingredienti nel paese importatore per produrre pesticidi pronti all’uso.

Ma ce n’è anche un’altra. Si tratta di un decreto emesso nel marzo di quest’anno, che stabilisce come dovrebbe essere attuata la legge Egalim. In base a questo decreto, il divieto di esportazione non si applica nei casi in cui l’approvazione di un pesticida per l’uso nell’Ue è stata semplicemente lasciata scadere, senza un divieto formale.

In questi casi, l’esportazione dei prodotti può essere vietata solo attraverso un’esplicita ordinanza congiunta, emessa dai ministri francesi dell’agricoltura e dell’ambiente, ma nessun ordine del genere è stato ancora emesso.

Proprio grazie a questa scappatoia, le autorità francesi hanno approvato nel 2022 oltre 1800 tonnellate di pesticidi pericolosi per le api come imidacloprid, clothianidin, thiamethoxam e fipronil.

Come scrive Unerarthed:

L’inchiesta ha ottenuto documenti ai sensi delle leggi sulla libertà di informazione, che mostrano che tra gennaio e settembre di quest’anno la Francia ha approvato 155 diverse esportazioni di pesticidi vietati, per un peso complessivo di 7.475 tonnellate.  Circa tre quarti di queste esportazioni in peso erano destinate a paesi a basso o medio reddito, tra cui Brasile, Messico, India e Algeria, dove la regolamentazione tende ad essere più debole e gli esperti affermano che l’uso di pesticidi altamente pericolosi pone i rischi maggiori.

Nonostante questo, la legge a qualcosa è comunque servita. Le approvazioni per l’esportazione dalla Francia, infatti, al momento sono diminuite di quasi tre quarti rispetto all’intero anno 2021.

La situazione svizzera

In questo caso è Public Eye a fornire i dati dell’esportazione di pesticidi vietati in Svizzera. In un comunicato scrive:

I documenti richiesti da Public Eye all’UFAM mostrano che la Svizzera ha autorizzato l’esportazione di oltre 10 tonnellate di pesticidi contenenti triasulfuron nel 2021. Questa sostanza è classificata come possibilmente cancerogena dalle autorità europee; Nel 2016 è stato vietato nell’UE a causa delle preoccupazioni per il suo potenziale mutageno, la contaminazione delle acque sotterranee e gli effetti tossici sugli organismi acquatici. Nel 2022 le autorità svizzere hanno permesso ancora una volta di esportare più di 10 tonnellate di questa sostanza. Il triasulfuron è una delle 100 sostanze la cui esportazione è soggetta ad autorizzazione dal 2021.

E non è un caso isolato. Dai documenti in possesso di Public Eye sembra che siano stati esportati anche thiamethoxam, un neonicotinoide “killer delle api” sospettato di contribuire in modo determinante al declino globale degli insetti impollinatori; il Diquat, che è stato vietato nell’Ue a causa dei rischi estremamente elevati per i lavoratori agricoli; il clorotalonil probabilmente cancerogeno e il propiconazolo, un fungicida classificato dalle autorità dell’UE come tossico per la riproduzione.

Dunque anche la Svizzera, nonostante l’inasprimento delle norme sulle esportazioni entrato in vigore nel 2021, esporta ancora pesticidi vietati, sostanze pericolose che sfuggono alle regole stabilite dal Consiglio federale. La loro esportazione, tra l’altro, non compare nemmeno nelle statistiche ufficiali.

Ma non è ancora tutto, Public Eye scrive:

Secondo la nostra ricerca, ci sono un totale di 90 pesticidi vietati che non sono coperti dalla legislazione svizzera. Sebbene tutte queste sostanze siano soggette a determinate restrizioni all’esportazione a livello europeo, sfuggono a tutti i controlli in Svizzera e possono essere esportate senza restrizioni. La loro esportazione è invisibile alle autorità e al pubblico. Ciò è in netto contrasto con l’intenzione del Consiglio federale di rafforzare i controlli sull’esportazione di pesticidi vietati.

Public Eye esige che la Svizzera aggiorni l’elenco delle sostanze interessate dalle normative sull’esportazione di sostanze chimiche pericolose, includendo tutti i pesticidi vietati nel regolamento dell’UE.

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Fonti: Public Eye / Unearthed

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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