OGM, diciamo NO alla deregolamentazione: al via la petizione #ItaliaLiberadaOGM

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"No alla deregolamentazione dei nuovi Ogm, il futuro è nell'agricoltura biologica": è questo l'appello lanciato da un gruppo di associazioni ambientaliste e contadine, che si stanno facendo promotrici della petizione #ItaliaLiberadaOGM

Da tempo le grandi lobby dell’agroalimentare stanno facendo pressione sull’Unione europea per deregolamentare i nuovi OGM (Organismi geneticamente modificati), ma le associazioni ambientaliste e i contadini italiani non ci stanno e hanno appena lanciato la petizione #ItaliaLiberadaOGM per sostenere la più vasta #IchooseGmofree, condotta a livello europeo.

A promuovere la petizione online nel nostro Paese è il Coordinamento Italia libera da OGM – C.I.L.O. Ad oggi le firme raccolte sono poco più di 3mila, ma l’obiettivo è arrivare ad almeno 5mila adesioni. L’obiettivo è quello di denunciare e provare a fermare la deregolamentazione della coltivazione dei nuovi OGM, a scapito del principio di precauzione e dei diritti dei consumatori oltre che dei produttori.

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I rischi connessi alla deregolamentazione dei nuovi OGM

L’intera filiera agroalimentare italiana, convenzionale e biologica, è nota in tutto il mondo anche per il fatto che da oltre vent’anni il nostro paese ha deciso di restare libero da OGM. – spiegano le 27 associazioni del coordinamento Italia libera da OGM – Questa decisione, grazie anche ad una legislazione sempre più stringente, rappresenta una chiave della forza commerciale e della garanzia di qualità del nostro cibo sul mercato. La deregolamentazione dei nuovi OGM metterebbe invece a rischio l’intero comparto con conseguenze irreversibili. Per questo la richiesta delle organizzazioni è che la sperimentazione resti nei laboratori accreditati e il rilascio rimanga sottoposto alle attuali condizioni della Direttiva UE del 2001, che obbliga a valutare accuratamente il rischio, tracciare ed etichettare gli organismi geneticamente modificati.

Nel 2018 la Corte di Giustizia Europea ha confermato che le nuove biotecnologie di editing del genoma, affermatesi nell’ultimo decennio, producono a tutti gli effetti degli OGM.

Ma oggi questa sentenza rischia di essere messa in discussione. La Commissione europea sta infatti valutando di escludere i nuovi OGM dai processi di approvazione della legislazione Ue vigente. In base alle norme attuali, gli Ogm sono soggetti all’autorizzazione dell’Unione europea, che garantisce una rigorosa valutazione sia dei rischi ambientali che per la salute umana e della trasparenza per i produttori e consumatori.

Come sottolineato pure da SlowFood, il rischio è che l’etichettatura dei nuovi Ogm non sia più obbligatoria. E si tratterebbe di un passo in contraddizione con gli impegni a favore della trasparenza assunti dall’Unione europea affinché i cittadini possano fare scelte alimentari consapevoli.

Ciò aumenterebbe i rischi di contaminazione irreversibile delle colture convenzionali e biologiche da parte dei nuovi OGM, con la ovvia conseguenza di compromettere tutti i vantaggi derivanti dall’aver perseguito una politica che ha tenuto il nostro paese libero da OGM. – chiariscono i promotori italiani della petizione – La promessa dei difensori delle nuove biotecnologie è che i nuovi OGM permetteranno una maggior resilienza delle colture al cambiamento climatico e consentiranno una riduzione dell’uso della chimica in agricoltura. Le organizzazioni della Coordinamento Italia Libera da OGM sostengono invece che i prodotti ottenuti con l’editing del genoma non risolveranno la crisi climatica, ne aumenteranno la sostenibilità o ridurranno l’uso di fitofarmaci, e nemmeno miglioreranno le rese delle produzioni agroalimentari. Solo l’agricoltura biologica, l’agroecologia, le scelte responsabili di produttori e consumatori potranno assicurare la tutela della biodiversità, la riduzione effettiva di pesticidi ed erbicidi, la produzione di cibo sano in un ambiente sano.

A opporsi fermamente alla deregolamentazione dei nuovi OGM anche 57 gruppi ambientalisti e di settore europei, che qualche mese fa hanno lanciato un appello all’UE:

Le nuove tecniche Ogm devono essere mantenute nell’ambito delle normative OGM esistenti, che non devono essere indebolite ma rafforzate (attraverso linee guida aggiuntive sulla valutazione del rischio) al fine di mantenere e migliorare le protezioni per la salute umana e animale e per l’ambiente. La Commissione Europea e i governi dovrebbero fare un passo indietro dalla promozione e deregolamentazione della nuova generazione di OGM e invece dare la priorità al sostegno pubblico e politico per i sistemi agricoli sostenibili come l’agroecologia e l’agricoltura biologica.

Come aderire alla petizione

La petizione #ItaliaLiberadaOGM si rivolge alle istituzioni italiane affinché nel nostro Paese non venga autorizzato l’utilizzo di Ogm.

Con questa petizione chiediamo dunque alle cittadine e ai cittadini di fare pressione sul nostro governo, il Presidente del Consiglio e i ministri dell’Agricoltura, della Transizione ecologica e della Salute e sulle istituzioni europee, affinché la normativa basata sul principio di precauzione non venga smantellata per favorire i colossi dell’agribusiness. – spiegano le associazioni – L’Italia deve restare un paese libero da OGM e i consumatori devono poter contare su una reale libertà di scelta e su un’informazione ed etichettatura trasparente. Per il bene di tutti evitiamo che per il guadagno di pochi si metta a rischio il futuro economico ed ecologico dell’agricoltura.

Per firmare la petizione CLICCA QUI.

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Fonti: AIAB/Slow Food

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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