Nei nostri capelli c’è anche il DDT (vietato da decenni): uno studio shock mostra quanto sono persistenti i pesticidi

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Diversi studi hanno trovato tracce di pesticidi persino nei nostri capelli, ma questo nuovo test, realizzato dall'Ong francese Pollinis, ha scoperto che tra i più frequenti vi è addirittura il Ddt (vietato ormai da decenni)

Libera Terra

La contaminazione ambientale da pesticidi è un tema serio e che ci sta molto a cuore: da una parte la loro onnipresenza mette a rischio la biodiversità e le api, dall’altra è un potenziale pericolo per la nostra salute (pensiamo ad esempio al cosiddetto effetto cocktail, di cui ancora non si sa abbastanza).

Fatto sta che purtroppo i pesticidi sono ormai praticamente ovunque, persino nei nostri capelli, come ha dimostrato anche un recente studio di cui vi abbiamo parlato. Leggi anche: Sai quanti pesticidi hai nei capelli? Ora sappiamo che uno su tre di noi è contaminato

Non dovremmo più stupirci di nulla, eppure oggi è riuscito a scioccarci un nuovo studio che, nei capelli dei partecipanti, ha trovato addirittura Ddt, sostanza vietata dal 1978. Questo ci sbatte in faccia in maniera evidente come non sia facile liberarci di tale sostanze una volta immesse nell’ambiente e di quanto dunque alcuni pesticidi, insetticidi o comunque fitofarmaci, possano essere persistenti.

Lo studio

A realizzare il nuovo studio è stata la Ong francese Pollinis, nata per tutelare impollinatori e biodiversità, che ha preso a campione 44 persone (eurodeputati, giornalisti e scienziati) per valutare la contaminazione da pesticidi attraverso l’analisi del capello.

La campagna è stata organizzata il 14 e 15 giugno 2022 al Parlamento europeo a Bruxelles e i risultati, come già vi abbiamo anticipato, sono davvero preoccupanti e scioccanti.

Il 91% dei campioni di capelli, infatti, è risultato contaminato almeno da un pesticida (la media era 3) e tra questi vi erano ben 15 sostanze vietate ormai da tempo nell’Ue (incuso il Ddt che non si usa più dal 1978).

Come scrive Pollinis:

Le analisi effettuate per identificare 62 pesticidi dal laboratorio indipendente IRES – Kudzu Science rivelano la presenza di pesticidi nei corpi di 40 persone delle 44 testate, la maggior parte delle quali vietate all’interno dell’Unione Europea.

E poi precisa che:

Il 4,4 DDE è la sostanza rilevata più frequentemente. È un metabolita del 4,4 DDT, un pesticida vietato nell’UE dal 1978.

Il test sui capelli mostra in maniera inequivocabile la contaminazione diffusa e persistente del nostro ambiente da parte dei pesticidi, anche “antichi”.

Pollinis specifica però che:

I pesticidi vietati per uso agricolo a causa della loro pericolosità non sono sempre vietati per uso domestico (prodotti antipidocchi, antizanzare, insetticidi domestici, ecc.).

Dunque, potrebbe anche essere questo il motivo per cui nei capelli sono stati trovati diversi pesticidi vietati.

Come ha dichiarato Barbara Berardi, direttrice della ricerca POLLINIS:

Il terzo pesticida più rilevato nel nostro studio – il transflutrin – è inoltre autorizzato come insetticida domestico ai sensi del regolamento REACH, la cui sostanziale revisione è stata appena rinviata dalla Commissione Europea. Questi risultati mostrano l’urgente necessità di rivedere questo testo, che dovrebbe rimuovere dal mercato le sostanze chimiche dannose per l’ambiente e la salute umana.

E pensare che la decisione dell’Europa sul futuro di alcuni pesticidi, tra cui il glifosato, viene continuamente rimandata.

Come ha dichiarato Eric Andrieu (eurodeputato francese):

I risultati dello studio Pollinis sulla presenza generalizzata di pesticidi negli organismi mostrano che la decisione della Commissione europea di rinviare i negoziati sul regolamento REACH è un pessimo segnale e un nuovo colpo sia per le nostre politiche ambientali che per la salute umana. Questi pesticidi diffusi nei nostri campi finiscono nei nostri piatti e poi nel corpo di ognuno di noi. È un pericolo quotidiano per tutti i cittadini, i consumatori e gli agricoltori. Questo deve finire!

Non potremmo che essere più d’accordo: c’è bisogno di una presa di posizione urgente e non di continue deroge e ripensamenti su una questione così delicata.

Leggi anche: L’Europa riconsidera il piano anti pesticidi a causa della crisi della produzione alimentare che incombe

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Fonte: Pollinis

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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