L’EPA non ha considerato adeguatamente i rischi del glifosato per l’uomo e la fauna selvatica, la sentenza negli Stati Uniti

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L’Agenzia per la protezione ambientale statunitense dovrebbe riaprire la procedura di valutazione per l’uso dell’erbicida di Bayer-Monsanto. L’ultimo via libera del 2020 non ha considerato adeguatamente i rischi per la salute umana e per la fauna selvatica

Un tribunale federale ha stabilito nei giorni scorsi che l’Agenzia per la protezione dell’ambiente degli Stati Uniti, l’EPA, deve riconsiderare il fatto che il glifosato – l’ingrediente attivo del diserbante Roundup della Bayer – rappresenti un rischio per la salute degli esseri umani e delle specie in pericolo.

I gruppi ambientalisti avevano già contestato la registrazione provvisoria del prodotto fatta dall’amministrazione Trump nel 2020, che aveva concluso che non causava il cancro negli esseri umani né che danneggiava la fauna selvatica.

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Ora è chiara una cosa: l’EPA in realtà non ha tenuto conto dei possibili rischi per la salute umana e per l’ambiente e per questo motivo deve riaprire la procedura di valutazione del glifosato. Lo decide il nono circuito della Corte d’appello degli Stati Uniti, dopo che alcune ONG ambientaliste avevano trascinato l’agenzia in tribunale dopo l’ultimo rinnovo dell’autorizzazione nel gennaio 2020.

Nella sentenza, i giudici ritengono illegittima la registrazione provvisoria del glifosato da parte dell’amministrazione Trump nel 2020 perché “l’EPA non ha considerato adeguatamente se il glifosato provoca il cancro e si è sottratta ai suoi doveri ai sensi dell’Endangered Species Act (ESA)”.

La decisione odierna dà voce a coloro che soffrono del cancro del glifosato, il linfoma non-Hodgkin – dice Amy van Saun, avvocato del Center for Food Safety e consulente legale principale del caso, lanciato insieme a Natural Resources Defense Council e Rural Coalition. La conclusione dell’EPA sul rischio di non cancro non ha retto all’esame. Oggi è una vittoria importante per i lavoratori agricoli e per le altre persone esposte al glifosato. Anche la fauna selvatica minacciata ha vinto oggi, poiché la corte ha convenuto che l’EPA deve garantire la sicurezza delle specie minacciate prima di dare il via libera al glifosato.

In tutta risposta, l’EPA ha affermato che avrebbe riesaminato la decisione, come riportato da Reuters, mentre Bayer che la decisione dell’EPA del 2020 era basata su una valutazione rigorosa dell’ampio corpus di scienze che copre più di 40 anni”.

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Fonte: Center for Food Safety

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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