Dai fagiolini alle fragole: frutta e verdura sono meno nutrienti e saporite di prima, ora c’è la conferma

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Diversi studi scientifici hanno rilevato un cambiamento importante nei livelli di nutrienti di frutta e verdura. I dati hanno evidenziato importanti carenze che possono mettere a rischio la salute delle persone, soprattutto di chi segue un'alimentazione plant based

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Numerosi studi scientifici mostrano come molti frutti, verdure e cereali coltivati ​​oggi contengano meno proteine, calcio, fosforo, ferro, riboflavina e vitamina C rispetto a quelli coltivati ​​decenni fa.

Questo è un problema particolarmente importante soprattutto se sempre più persone passano a diete a base vegetale. Il motivo? Questo declino darà ai nostri corpi meno nutrienti di cui abbiamo bisogno per proteggerci dalle malattie croniche. Quindi, in sostanza, ciò che mangiavano i nostri nonni era molto più sano di quello che mangiamo noi oggi.

Gli scienziati affermano che la radice del problema risiede nei moderni processi agricoli, che aumentano i raccolti ma distruggono la salute del suolo.

I metodi di irrigazione, fertilizzazione e raccolta interrompono anche le interazioni essenziali tra piante e funghi del terreno, riducendo l’assorbimento dei nutrienti proprio dal suolo.

Questi problemi si verificano sullo sfondo del cambiamento climatico e dell’aumento dei livelli di anidride carbonica, complici anch’essi dell’abbassamento del contenuto di nutrienti in frutta, verdura e cereali.

(Leggi anche: Apocalissi di insetti; in tutto il mondo stanno scomparendo, colpa di crisi climatica e agricoltura intensiva)

Cosa dice la ricerca scientifica

Uno dei più grandi studi scientifici per attirare l’attenzione su questo problema è stato pubblicato nel numero di dicembre 2004 del Journal of American College of Nutrition. Utilizzando i dati sui nutrienti dell’USDA, pubblicati nel 1950 e nel 1999, i ricercatori hanno notato cambiamenti in 13 nutrienti in 43 diverse colture da giardino, dagli asparagi e fagiolini alle fragole e all’anguria.

Questa frutta e verdura cruda ha mostrato un calo in proteine, calcio e fosforo, elementi essenziali per costruire e mantenere ossa e denti forti e per il corretto funzionamento dei nervi.

Sono stati individuati anche cali di ferro, vitale per trasportare l’ossigeno in tutto il corpo, e di riboflavina, che è fondamentale per il metabolismo di grassi e farmaci. Anche i livelli di vitamina C, importante per la crescita e la riparazione di vari tessuti del corpo e per la funzione immunitaria, sono diminuiti.

Il livello di declino variava a seconda dei nutrienti specifici e del tipo di frutta o verdura, ma generalmente oscillava dal 6% per le proteine ​​al 38% per la riboflavina.

In particolare, il calcio è diminuito in modo più drammatico in broccoli, cavoli e senape, mentre il contenuto di ferro ha avuto un calo sostanziale in bietole, cetrioli e cime di rapa. Asparagi, cavoli, senape e cime di rapa hanno perso anche considerevoli quantità di vitamina C.

Da allora, ulteriori studi hanno confermato l’ipotesi che i livelli di nutrienti si stiano dissipando man mano che passano gli anni.

Anche i cereali hanno subito un forte calo, affermano gli esperti. Uno studio ha rilevato che il contenuto proteico del grano è diminuito del 23% dal 1955 al 2016, e si sono verificate anche notevoli riduzioni di manganese, ferro, zinco e magnesio.

Per essere chiari occorre sottolineare che frutta, verdura e cereali integrali sono ancora tra gli alimenti più sani del pianeta, ma i consumatori potrebbero non ottenere i nutrienti su cui contano dagli alimenti a base vegetale. E se questi cali continuano, alcune persone potrebbero essere a rischio elevato di sviluppare delle carenze.

Inoltre, gli alimenti con meno nutrienti potrebbero anche mancare di un altro attributo importante: il sapore.

Infatti, molti dei composti protettivi per la salute conferiscono anche sapore al cibo, quindi alcuni dei cambiamenti nelle pratiche agricole responsabili di livelli di nutrienti più bassi sono gli stessi che influenzano il loro sapore, ecco perché sempre più spesso abbiamo in tavola frutta e verdura insipide.

L’unico modo per contrastare questo processo inarrestabile è ridurre la lavorazione del terreno, una pratica che porta all’esaurimento dei minerali.

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Fonte: PubMed / NCBINature

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Laureata in Lingue e Civiltà Orientali presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza. Ha diversi anni di esperienza nella comunicazione digitale. Appassionata di beauty, fitness, benessere e moda sostenibile.

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