La Francia darà aiuti economici agli agricoltori che non useranno più glifosato

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Il ministero francese dell’Agricoltura ha comunicato che è possibile ottenere un credito di imposta per accompagnare e incentivare l’uscita dal glifosato

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Si chiama “sortie du glyphosate” ed è un vero e proprio credito di imposta, un regime di aiuti specifico che sostiene le imprese agricole che rinunciano a utilizzare prodotti fitosanitari contenenti la sostanza attiva del glifosato.

Prima il  no al rinnovo della licenza di utilizzo per cinque anni all’erbicida considerato “probabile cancerogeno” dalla Iarc-Oms poi la battaglia per farlo reintrodurre, la Francia col glifosato proprio non trova una tregua. Oppure l’ha trovata ed è dettata da mire puramente economiche.

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Sta di fatto che ora questo nuovo credito d’imposta concede una somma forfettaria di 2.500 euro a sostegno delle aziende agricole che si impegnano nella transizione agroecologica dei sistemi produttivi. Per le associazioni agricole miste (BCAA) la somma forfettaria di 2.500 euro viene moltiplicata per il numero dei soci del gruppo, fino ad un limite di quattro.

Il credito d’imposta “sortie du glyphosate” è dedotto dall’imposta sul reddito o dall’imposta sulle società dovuta dalle imprese agricole per l’anno di non utilizzo del glifosato (2021 e/o 2022).

Tale provvedimento, si legge in una nota del ministero:

si applica alle imprese agricole che svolgono la loro attività principale nel settore delle colture permanenti (ad eccezione dei vivai e del ceduo a rotazione corta) o dei seminativi (esclusi i maggesi o sotto serre), nonché gli allevamenti che svolgono una parte significativa della loro attività in almeno uno di questi settori di produzione delle colture.

E attenzione, sottolineano: il credito d’imposta per uscire dal glifosato non è cumulabile con i crediti d’imposta a favore di aziende agricole certificate “Alto Valore Ambientale” (HVE) o a favore di “Agricoltura Biologica” (AB).

Fonte: Ministère de l’Agriculture et de l’Alimentation

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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