Uccelli e piante morte in Val di Sole a causa del glifosato, la denuncia di un residente che rischia di finire archiviata

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A settembre dell'anno scorso un residente della Val di Sole in Trentino, proprietario di un orto e un'area verde limitrofa, ha presentato un esposto per denunciare una situazione molto grave: la morte di numerosi uccelli, così come di diverse piante e la presenza di erba ingiallita. Strane morie che si ripetevano ogni estate e che, secondo l'accusa, sarebbero da imputare all'uso di glifosato

Secondo il proprietario dell’orto e del terreno circostante, che ha sporto denuncia contro ignoti, sarebbe proprio il velenoso erbicida, usato in dosi massicce, ad aver causato la morte di piante che si trovavano lì da circa 40 anni: una betulla, un pruno, un sordo rosso, un cipresso e tre piante rampicanti.

Anche gli animali avrebbero respirato il glifosato e – secondo i racconti dell’uomo –“cadevano dal cielo uccelli morti” (tra questi anche un raro picchio cenerino, specie protetta in Europa).

Morie misteriose che potrebbero avere a che fare con l’uso sconsiderato dell’erbicida fatto sul terreno da ignoti.

Tutti coloro che maneggiano questa sostanza, che ormai purtroppo conosciamo bene e che potrebbe non essere affatto vietata in Europa il prossimo anno, come speravamo, dovrebbero sapere che va utilizzata in limitate quantità sul fogliame e mai direttamente sul terreno.

Purtroppo, in questo caso, potrebbe non essere andata così e qualcuno – magari non consapevole dei rischi di usare glifosato non seguendo in maniera stringente le istruzioni d’uso – potrebbe aver causato tutti questi danni.

Ad usare in modo massiccio e pericoloso il pesticida, con l’intento di estirpare delle erbacce dal vialetto, potrebbero essere stati dei vicini che però hanno negato e di conseguenza le indagini si sono arenate.

Il problema, come già vi avevamo spiegato in un precedente articolo, è che anche per un privato acquistare glifosato è molto semplice, difficile invece monitorare poi chi, e soprattutto come, lo utilizzerà. Leggi anche: Glifosato: troppo facile acquistarlo online su Amazon o eBay per un privato (anche in Italia)

Ma tornando alla vicenda, come riporta L’Adige, il laboratorio incaricato di analizzare i campioni prelevati nel terreno dell’uomo che ha sporto denuncia, ha scoperto che vi erano grandi quantità di glifosato nell’erba. I livelli erano talmente alti da mandare fuori scala il macchinario del laboratorio che li ha scoperti!

Considerando che questa situazione va avanti da anni, l’uomo ha chiesto poi l’intervento del Corpo forestale e anche in questo caso l’analisi su alcuni campioni di terreno ha dato esiti incredibili: i livelli di glifosato nel suolo erano talmente alti che non riuscivano ad essere quantificati (per farlo bisognava ritarare il macchinario).

La Procura allora ha avviato un’indagine per “getto pericoloso di cose” ma secondo l’avvocato della parte lesa, Marcello Paiar, non si sta prendendo abbastanza sul serio la gravità della situazione, dato che qui si parla di un pesante inquinamento ambientale. E per fortuna che il querelante, scoperta la grave contaminazione da glifosato, non ha più mangiato la verdura coltivata nel suo orto, altrimenti le conseguenze potevano essere peggiori.

Tutto comunque potrebbe finire con un’archiviazione, come richiesto nel procedimento penale, in quanto non si riesce a stabilire il responsabile (o i responsabili) di questa pericolosa contaminazione.

L’avvocato della parte lesa, però, non si arrende e chiede nuove indagini. La situazione è troppo seria per poter essere messa da parte così, si tratta di un grave pericolo per la salute pubblica.

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Fonte: L’Adige

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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