Il potere dei cereali antichi: coltivare il sorgo può aiutare a combattere carestie e siccità

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Il programma di ADRA conferma che il sorgo aiuta le famiglie e le comunità del Madagascar a superare i lunghi periodi di siccità

Il programma di analisi svolto negli ultimi quattro anni da ADRA conferma che il sorgo aiuta le famiglie e le comunità del Madagascar a superare i lunghi periodi di siccità.

L’Adventist Development and Relief Agency (ADRA) ha dado vita a un progetto alimentare nel sud del Madagascar, sconvolto da una severa siccità che ha bruciato i raccolti, costringendo alla fame molte persone. L’obiettivo era minimizzare gli effetti della siccità sulla produzione del cibo nell’area, promuovendo la coltivazione di prodotti resistenti all’aridità, la diversificazione delle colture e la conservazione delle pratiche agricole tradizionali; parte della strategia, inoltre, ha promosso un reinserimento della coltivazione del sorgo, un cereale molto più resistente alla siccità, in sostituzione al mais.

Il sorgo è un cereale antico particolarmente resistente in climi secchi ed aridi, che non richiede molta acqua per crescere; può essere macinato in farina e utilizzato per la realizzazione del pane o come cibo per il bestiame; inoltre, è privo di glutine.

Nel sud del Madagascar, ripetuti cicli di siccità hanno portato alla distruzione delle piantagioni di mais, che hanno avuto effetti sulle comunità locali che dall’agricoltura traggono nutrimento e sostegno economico. Secondo le stime di ADRA, le coltivazioni di mais, riso e manioca sono calate del 95% solo fra il 2015 e il 2016, lasciando il 50% della popolazione (circa 845.000 persone) in necessità di cibo e assistenza umanitaria.

ADRA ha iniziato il progetto alimentale per sostenere queste comunità così piagate non solo sul piano alimentare, ma anche dal punto di vista igienico, sanitario, di accesso alle risorse idriche. Fra gli obiettivi dell’associazione: migliorare le pratiche nelle varie tappe della produzione agricola, a partire dalla preparazione del terreno e dalla semina; sensibilizzare le comunità locali alla scelta del sorgo come coltura principale, spiegandone i benefici e i vantaggi; creare una rete di agricoltori che possa condividere tecniche e informazioni; mostrare come cucinare e consumare il sorgo. A quattro anni dall’inizio del progetto, il sorgo è stato adottato come coltura principale da circa 30.000 agricoltori locali, il che ha prodotto molti benefici alle comunità.

Fonte: ADRA

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Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.

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