L’ecosistema del Grande Lago Salato è a un passo dal collasso

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Uno dei laghi salati più grandi degli Stati Uniti rischia di sparire a causa della siccità e dello sfruttamento umano - e, con esso, anche un ecosistema prezioso per uccelli migratori e animali acquatici

Libera Terra

Il Great Salt Lake è un lago salato che si trova nello Utah (Stati Uniti): la sua esistenza per i prossimi anni è messa seriamente a dura prova da lunghi periodi di siccità e dall’elevato consumo di acqua da parte degli esseri umani, che lo stanno letteralmente prosciugando approfittando della risorsa idrica che esso rappresenta.

Si stima infatti che, dagli anni Ottanta a oggi, la portata idrica del lago sia diminuita di più di due terzi. Ciò è dovuto al fatto che le comunità che abitano la regione hanno deviato il corso dei fiumi che sfociavano nel lago per sfruttarne la risorsa idrica: uno studio del 2017 ha stimato che ogni anno un totale di 3,3 trilioni di litri di acqua viene deviato prima di raggiungere il lago, per essere usato nell’agricoltura o nelle abitazioni.

La siccità degli ultimi anni, unita all’aumento delle temperature medie, ha fatto il resto e il lago ha stabilito sempre nuovi record negativi per i suoi livelli d’acqua – mai così bassi nella storia recente. Il drammatico calo della portata del lago, ovviamente, sta danneggiando in primo luogo le comunità umane che sul lago si affacciano, e poi l’intero ecosistema.

A lanciare l’allarme sono stati gli scienziati della Geological Society of America in una conferenza che si è tenuta qualche giorno fa e durante la quale sono stati presentati i risultati di studi e osservazioni condotti negli ultimi anni: il lago ha ormai raggiunto livelli bassissimi, e la scarsità d’acqua ha fatto aumentare la sua salinità.

L’abbassamento dei livelli del lago e l’aumento della concentrazione di sale rappresentano una minaccia per il delicato ecosistema lacustre, fatto di specie animali e vegetali che abitano quest’area: il lago è un’importante fonte di cibo per centinaia di uccelli migratori, e costituisce l’habitat di gamberetti e altri animali acquatici.

Ma non solo: il lago dello Utah è anche uno dei pochissimi luoghi sul Pianeta in cui è possibile osservare i microbialiti, ovvero barriere coralline mineralizzate che crescono sott’acqua e che si sviluppano grazie all’accumulo di alghe e batteri che si uniscono a formare minerali di carbonato e che rappresentano l’habitat ideale per molti piccoli animali lacustri.

Purtroppo, con l’abbassamento del livello del lago, anche le barriere coralline che prima si trovavano sotto il pelo dell’acqua ora sono esposte all’aria, e questo causa causando la morte delle comunità microbiche acquatiche.

Gli scienziati sono particolarmente preoccupati per lo stato di salute del lago: più si va avanti, più aumentano le condizioni di siccità e salinità dell’acqua, più è difficile sperare in un recupero dell’ecosistema lacustre che possa tutelare la barriera corallina e le altre forme di vita che popolano questa regione. C’è bisogno di un’inversione di tendenza repentina per provare a salvare il lago salato prima che sia troppo tardi.

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Fonti: Geological Society of America

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Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.

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