Cromoterapia e cibo: la storia delle carote multicolore

b2ap3_thumbnail_carote.jpg

La Natura, ci mette a disposizione vari tipi di alimenti, diversamente colorati. E’ ormai noto che ciascun colore può determinare degli effetti su corpo e psiche, influenzando il sonno, l’umore e la concentrazione. Anche a tavola, spesso la scelta di un piatto invece che un altro è inconsapevolmente dettata dal suo colore che in noi genera una particolare attrazione. Nella Medicina Tradizionale Cinese, con i colori, si classificavano anche i sapori: giallo per il dolce, bianco per il piccante, nero per il salato, rosso per l’amaro, verde per l’acido.

Oggi sappiamo che i cibi di colore rosso riducono le carenze di ferro nel sangue, e possono essere di notevole aiuto nelle forme depressive non gravi in quanto riattivano le energie che nella persona depressa sono bloccate. I cibi di colore arancione attivano l’energia psicofisica e il sistema immunitario, gli alimenti gialli invece, riattivano la peristalsi intestinale, quelli blu e indaco purificano l’organismo mentre quelli verdi liberano da stress e tensione, abbassano la pressione e fanno bene al cuore.Ma a cos’è che determina il colore della frutta e della verdura? Responsabili di ciò, sono i polifenoli, la cui funzione va al di la del semplice impatto visivo. Fenoli, fitati, indoli, flavonoidi, terpeni, isotiocinati producono infatti nel nostro organismo degli effetti molto importanti per il nostro benessere. E la presenza di un polifenolo invece che un altro, è segnalata proprio dal colore! Ecco che proprio a tal proposito oggi, voglio parlarvi delle carote multicolore, esempio pratico di come il colore, determina le proprietà nutrizionali del vegetale.

Nel ripercorrere la storia della carota dall’antichità, si incontra un po’ di confusione dovuta al fatto che in passato, spesso si confondeva la carota con una specie simile spesso chiamata dagli antichi Romani carota bianca. E’ dato certo comunque che questi ultimi, utilizzavano i semi di carota selvatica per scopi medicinali. Gli usi erano diversi: da afrodisiaci, abortivi e diuretici.

Già Plinio il Vecchio descrive quattro tipi di carote selvatiche anche se poi, oggi non sono tutte riconosciute come carote. La nostra carota moderna, dolce e croccante, fu introdotta in Europa mille anni più tardi e dunque, se i Romani mangiavano carote (questione ancora controversa) non erano certo le nostre! Allo stato selvatico, la carota è bianca/gialla, cresce sui terreni sassosi e aridi ma in passato, si conoscevano anche le carote viola.

Pare che la varietà viola avesse un sapore migliore di quella gialla. Tuttavia non erano molto apprezzate perché il loro brodo scuro (ricco di antocianine) tingeva qualsiasi cosa con cui veniva a contatto!La carota viola era la più diffusa nel sedicesimo secolo ma a poco a poco il suo uso declinò in Europa e venne usata solo come cibo per gli animali. E’ solo grazie agli olandesi, grandi esperti nell’incrociare vegetali (pensate ai tulipani!) che, nel Settecento si ebbero le prime carote arancioni in onore di Guglielmo d’Orange di Olanda, un ibrido fra carote bianche e viola.

b2ap3_thumbnail_carote-arancio.jpg

Oggi siamo abituati a consumare carote color carota“, ricche di carotenoidi, ma è importante tener conto anche dei valori nutrizionali delle carote viola, (purple carrot) molto utili per la circolazione sanguigna e i radicali liberi responsabili dell’invecchiamento cellulare perché, estremamente ricche in polifenoli, flavonoidi e antocianine, potenti sostanze antiossidanti.E la carota gialla? È ottima per la prevenzione delle malattie dell’occhio poiché ricca di luteina.

Circa 2 anni fa, la catena di supermercati britannica Tesco, ha lanciato la vendita di mazzetti di carote multicolore, ma tale tentativo, di ritornare un po’ alle origini è totalmente fallito! Le carote diverse dall’ormai familiare arancione vengono viste da molte persone con sospetto, “innaturali”.

b2ap3_thumbnail_Carota_di_Polignano-1.jpg

Noi, in Italia abbiamo una piccola produzione di carote giallo – viola nell’area di Polignano che Slow Food ha deciso di sostenere. Qui, i contadini selezionano ancora il seme della carota e dunque l’ortaggio non ha il colore arancio stabilizzato delle industrie sementiere e poi, il resto lo fa il terreno, che in questa zona, è particolarmente sabbioso e salino, e conferisce alle carote un sapore molto particolare.

Ah, semmai avete in programma di andar per carote al mercato, fate attenzione: quando vedete quelle grosse carote bianche sui banchi dell’ortofrutta, non confondetele con la pastinaca! Appartiene anche questa come la carota, alla famiglia delle Ombrellifere, ma è una specie differente. E’ ottima per le persone anziane e convalescenti, in stati di astenia poiché ricca di potassio, sali minerali e fibre.

Coraggio allora! Portiamo in tavola carote multicolore, non solo per assumere tutte le sostanze necessarie al nostro benessere ma anche per creare nei bambini un “effetto sorpresa” e perché no, magari incoraggiarli a mangiare più volentieri il benefico ortaggio!

Triumph

Together we recycle: Triumph ricicla i capi usati in nome dell’ambiente

WhatsApp

Usi WhatsApp? Iscriviti alle nostre news gratuite

Salugea

Come depurare il fegato con gli estratti vegetali

Germinal Bio

Dire addio alla plastica si può: l’esempio da seguire di Germinal Bio

tuvali
seguici su Facebook