Carne di balena, carne di canguro o carne sintetica?

immagine

Il titolo di questo post farà sobbalzare molti vegetariani. Lo capisco (…un giorno racconterò il mio passato di vegetariana, ma questa è un’altra storia). E’ tutta colpa di un paio di articoli che ho letto oggi che riguardano la carne e che accostati mi hanno decisamente incuriosita.

Da uno di questi articoli, pubblicato da The Guardian, apprendo che in Groenlandia è permesso cacciare balene per scopi alimentari per coprire il fabbisogno di carne della popolazione locale, che – oltre a rispondere a tradizioni secolari – probabilmente da quelle parti non ha molte alternative alimentari. Il problema è che questa carne abbonda nei supermercati e nei ristoranti a favore dei turisti, e questo ovviamente fa nascere qualche sospetto sulla reale necessità di uccidere grossi mammiferi, per giunta a rischio di estinzione. Di certo, per un turista in terra straniera il poter assaggiare una carne “non convenzionale” aggiunge un po’ di sapore (…è il caso di dirlo) alla sua vacanza. Lo dico per esperienza.

No, non ho mangiato balene o altri animali a rischio di sparire dalla faccia della terra, perlomeno non consapevolmente. Qualche anno fa sono stata in Australia. Che paese meraviglioso, con quei paesaggi mozzafiato e una fauna così ricca e… buona! Ebbene sì. In quel viaggio ho assaggiato “carni non convenzionali” locali, come l’emu, il cammello (…che non è originario dell’Australia, ma è stato importato e ora vive libero e felice nell’outback) e soprattutto il canguro, ovviamente cucinati secondo ricetta tradizionale ozzie, cioè sul barbecue. Ricordo ancora l’ottimo sapore di quella carne di marsupiale così scura e così magra, una delle cose più buone che abbia mai mangiato. Un sacrilegio? Secondo gli Australiani sì, non si può mangiare il simbolo nazionale! (canguro ed emu sono i due animali raffigurati sullo stemma dell’Australia). E infatti o lo mangiano i turisti, o lo mangiano gli animali domestici sotto forma di strane pappette o salsicce. Visto quanto è buona e sana, a me questo sembra un sacrilegio…

Ma perché vi racconto tutto questo? Per quanto letto nel secondo articolo, pubblicato da Grist Magazine, in cui si parlava di carne sintetica. Pare che la ricerca scientifica in questo campo stia facendo progressi, e tra poche decine di anni si prevede un futuro senza allevamenti intensivi, ma con pochi esemplari dai quali derivare e replicare tessuti muscolari dallo stesso sapore e contenuto proteico di una bistecca “tradizionale”. Io non posso che vedere favorevolmente la riduzione drastica degli allevamenti intensivi e la cancellazione di pratiche di allevamento poco sostenibili e poco salutari per l’animale e per l’uomo che lo mangia. E visto che senza un poco di ciccia non riesco a vivere (ripeto, un poco) questa idea ammetto che mi stuzzica un po’. Ma allo stesso tempo mangiare carne sintetica mi suona ancora un po’ troppo fantascientifico. L’assaggerei, ma con titubanza.

Ma voi, onnivori moderati come me, l’assaggereste una bistecca sintetica? O preferireste una bistecca di canguro? Fatta salva la necessità di ridurre il consumo di carne – e senza aprire la caccia selvaggia ai canguri per l’export mondiale -, mi chiedo: le “carni non convenzionali” di specie locali e magari selvagge come il canguro, non sarebbero forse una soluzione migliore, meno fantascientifica della sintesi in laboratorio e più sostenibile degli allevamenti intensivi?

Coop

Arrivano le ciliegie “Buone e Giuste” senza glifosato di Fior Fiore Coop

Germinal Bio

10 idee da mettere dentro il cestino da picnic e accontentare tutti

corsi pagamento

seguici su facebook