Agricoltura e sfruttamento in Italia: il caso dei Sikh

sikh - fonte foto: migrantitorino.it

Coltivare da sé il proprio orto significa non essere complici dello sfruttamento dei lavoratori in ambito agricolo. Non si tratta soltanto di evitare l’acquisto di prodotti provenienti dal Sud del mondo, che potrebbero essere stati coltivati da contadini in pessime condizioni di lavoro, ma di riflettere sulla provenienza degli alimenti nostrani.

Il principale riferimento riguarda il caso dei membri della comunità indiana di religione Sikh, provenienti dal Punjab, per lo svolgimento di lavori agricoli sotto sfruttamento ed all’interno di un giro d’affari milionario – per i loro padroni – e fraudolento. A portare alla luce ciò che appare rappresentare la regola è un’indagine condotta da parte della Onlus laziale In Migrazione, che si è occupata di appurare le condizioni di lavoro della seconda comunità Sikh più grande d’Italia, operante nell’Agro Pontino.

I Sikh della provincia di Latina formano una comunità di lavoratori migranti invisibili. Secondo le stime, essa è composta da 12 mila individui. Il loro arrivo in Italia è stato incentivato dalla richiesta di forza-lavoro non qualificata e facilmente reperibile da impiegare nella coltivazione dei campi. I Sikh sono braccianti costretti a lavorare in condizioni di sfruttamento e senza orari prestabiliti, a fronte di una misera paga, quando essa non viene loro trattenuta dai padroni con il pretesto di utilizzarla per ottenere un documento di identità che probabilmente mai sarà loro consegnato.

Ecomafie e criminalità organizzata contribuiscono alla formazione di una comunità di braccianti agricoli confinati ai margini della società, privi di tutele e di servizi dedicati, costretti a sopportare fenomeni di razzismo e pesantemente sfruttati sul lavoro. La Onlus In Migrazione si è impegnata ad intervistare numerosi membri della comunità Sikh laziale, al fine di conoscere le loro storie. Le interviste sono state condotte da parte di Marco Omizzolo, responsabile dell’area Studi e Ricerche di In Migrazione Onlus.

Da esse emergono vicende che tratteggiano condizioni lavorative e vite professionali basate sulle Cinque P: pesanti, precarie, pericolose, poco pagate e penalizzanti dal punto di vista sociale. I braccianti sono sottoposti a condizioni lavorative ingiuste da parte dei loro padroni. Lo hanno raccontato con le loro parole. Anche in possesso di documenti regolari e di un contratto di lavoro, accade che vengano pagati in modo saltuario e misero. Molti di loro anno raggiunto l’Italia sfidando condizioni al limite della sopravvivenza e pagando a caro prezzo l’intero viaggio dall’India, all’Europa, all’Italia.

La loro fede religiosa spesso non viene rispettata. Esistono padroni che vietano ai braccianti Sikh di indossare il loro copricapo tradizionale. I Sikh durante ed al di fuori del lavoro sono costretti ad affrontare situazioni di razzismo e di violenza. Vengono derubati della loro misera paga. A volte incontrano la morte travolti da un’auto in corsa mentre si recano o rincasano dal lavoro nelle ore di buio, in sella alla loro bicicletta.

Invisibili e sfruttati, ma non tutto è perduto per i Sikh. L’integrazione non è un’impresa impossibile. Lo sostengono In Migrazione Onlus ed il circolo Larus Legambiente di Sabaudia, che in collaborazione con il Comune di San Felice Circeo e con il patrocinio del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza Università di Roma, organizzano il primo campo di formazione e di volontariato volto a comprendere la cultura e le condizioni di vita della comunità Sikh locale. Dal 24 luglio al 9 agosto 2013 i partecipanti vivranno a diretto contatto con la comunità Sikh.

Scarica qui l’anteprima dell’indagine “Punjab” di In Migrazione Onlus.

Marta Albè

Puoi seguire gli aggiornamenti del blog Radici su Facebook e Twitter.

Per ulteriori informazioni puoi contattarmi via e-mail all’indirizzo: [email protected]

Yves Rocher

Premio Terre de Femmes e l’impegno di Yves Rocher nella tutela dell’ambiente

Germinal Bio

10 idee da mettere dentro il cestino da picnic e accontentare tutti

Sei su Instagram?

Le nostre foto +belle, le notizie che +ami, il tuo giornale sempre con te!

Seat

Auto a metano, il self service darà una nuova spinta?

corsi pagamento

seguici su facebook