Illuminazione naturale: il sole entra in casa con LightCatcher

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Illuminare la casa usando la luce naturale del sole. Un modo per risparmiare energia e denaro, a vantaggio dell’ambiente. Ma come fare arrivare la luce nei luoghi bui? Un’alternativa ai pozzi di luce tradizionali è offerta dal LightCatcher, un sistema di specchi sul tetto, che con un’apertura di soli 1,6 mq fornisce la luce sufficiente ad illuminare una superficie da 60 a 120 mq, massimizzando la luce solare come mai prima d’ora. Non a caso è tra i vincitori delll’European Business Awards for the Environment 2014-2015.

L’ambito riconoscimento, rivolto alle imprese europee, ha premiato anche la belga EcoNation per il suo LightCatcher. Quest’ultimo attira la luce del giorno negli edifici evitando così di riccorrere alla luce artificiale.

Il sistema è molto semplice. All’interno della cupola in piolicarbonato, visibile nell’immagine in alto, un particolare specchio cerca il punto ottimale da cui far entrare la luce del sole, massimizzandola. Lo specchio cattura la luce in entrata, che viene riflessa, filtrata e amplificata in un pozzo di luce prima di diffondersi in tutto l’edificio. E se una nuvola o un ostacolo artificiale bloccano il sole? LightCatcher utilizza un sensore per regolarsi automaticamente. Un piccolo pannello fotovoltaico integrato ne assicura inoltre il funzionamento in modo completamente autonomo, senza doverlo collegato alla rete elettrica.

A differenza dei sistemi tradizionali, LightCatcher porta la quantità massima di luce in un edificio attraverso la piccola apertura nel tetto, suprando gli svantaggi delle cupole attualmente usate e dei pozzi di luce, e soprattutto con costi più bassi.

LightCatcher

Il LightCatcher è stato progettato principalmente per i grandi edifici dal tetto piatto, come fabbriche, centri di distribuzione e capannoni agricoli ma ègià stato installato in luoghi con grandi sale, come l’aeroporto Schipol di Amsterdam e alcuni centri commerciali del Belgio.

LightCatcher2

Quanta luce arriva con questo sistema? Secondo la EcoNation, ciò è possibile tenere spente le luci per una media di dieci ore al giorno con un’apertura nel tetto di 1,6 mq.

Il LightCatcher supera le più severe normative europee in materia di efficienza luminosa, diffusione della luce, isolamento termico e produzione eco-friendly (la carbon footprint di un LightCatcher è circa 6,6 volte inferiore rispetto a quella delle cupole luminose tradizionali)” assicurano i produttori, secondo i quali occorre meno materiale e si ottiene una maggiore quantità di luce.

LightCatcher è al momento l’unica cupola ammessa agli incentivi statali, che in base ai paesi possono variare dal 18 al 50% del costo. Ma secondo i produttori la tecnologia è efficiente anche senza sovvenzioni, con un periodo medio di recupero dei costi da 2 a 4 anni.

Per info sui costi, clicca qui

Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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