Frigoriferi, lavatrici e tv più riparabili e meno inquinanti. Le nuove regole della UE per gli elettrodomestici

regole elettrodomestici

Bollette meno care ed emissioni di carbonio ridotte: l’Unione europea mira ad attuare il principio di efficienza energetica e introduce per la prima volta delle regole per l’ecodesign, misure atte ad includere requisiti di riparabilità e riciclabilità per frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie e televisori, per ritardare quanto più possibile l’obsolescenza programmata.

Ieri, infatti, la Commissione europea ha adottato nuove misure per prodotti come frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie e televisori, nel costante sforzo di ridurre l’impronta di carbonio dell’Europa e rendere le bollette energetiche più economiche per i consumatori.

In particolare, le misure sono incluse per la prima volta nell’ambito della progettazione ecocompatibile per sostenere la riparabilità e la riciclabilità dei prodotti. Inoltre, sono stati rivisti e adattati i requisiti esistenti in materia di durabilità (per illuminazione), consumo di acqua (per lavastoviglie e lavatrici) e marcatura di prodotti chimici.

Le misure, quindi, contribuiscono agli obiettivi di economia circolare migliorando la durata della vita, la manutenzione, il riutilizzo, l’aggiornamento, la riciclabilità e la gestione dei rifiuti degli apparecchi, contribuendo all’attuazione del principio “Prima efficienza energetica” dell’Unione europea.

Queste misure, insieme alle etichette energetiche adottate nel marzo scorso, dovrebbero produrre 167 TWh di risparmi energetici finali all’anno entro il 2030 (pari al consumo annuo di energia della Danimarca e a una riduzione di oltre 46 milioni di tonnellate di CO2 equivalente) e salvare le famiglie europee in media € 150 all’anno.

La Commissione ha adottato 10 regolamenti di esecuzione per la progettazione ecocompatibile, che stabiliscono l’efficienza energetica e altri requisiti per i seguenti gruppi di prodotti:

  • frigoriferi
  • lavatrici
  • lavastoviglie
  • display elettronici (compresi i televisori)
  • sorgenti luminose e alimentatori separati
  • fornitori di energia esterna
  • motori elettrici
  • frigoriferi con funzione di vendita diretta (ad es. frigoriferi nei supermercati, distributori automatici di bevande fredde)
  • trasformatori di potenza
  • attrezzature per saldatura

Sei dei gruppi di prodotti soggetti a requisiti di progettazione ecocompatibile nuovi e rivisti, sono anche coperti dalle nuove norme di etichettatura energetica, ad esempio frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, display elettronici (compresi i televisori), fonti di luce e frigoriferi con una funzione di vendita diretta.

Quali miglioramenti sono stati proposti sulla riparabilità e sulla durata degli apparecchi?

Al fine di promuovere la riparabilità e quindi di aumentare la durata degli apparecchi, diverse misure di progettazione ecocompatibile mirano a facilitare la riparazione dei prodotti garantendo la disponibilità di pezzi di ricambio. In particolare vogliono garantire:

  • che i pezzi di ricambio siano disponibili per un lungo periodo dopo l’acquisto, ad esempio: minimo 7 anni per gli apparecchi di refrigerazione (10 anni per le guarnizioni delle porte); minimo 10 anni per lavatrici e lavasciuga domestiche; minimo 10 anni per le lavastoviglie domestiche (7 anni per alcune parti per le quali l’accesso può essere limitato ai riparatori professionisti);
  • che, durante tale periodo, il produttore assicuri la consegna dei pezzi di ricambio entro 15 giorni lavorativi;
  • che i pezzi di ricambio possano essere sostituiti con strumenti comunemente disponibili e senza danni permanenti all’apparecchio.

Per migliorare il mercato delle riparazioni, i produttori devono garantire la disponibilità di informazioni sulla riparazione e sulla manutenzione professionale per i riparatori professionisti.

Quali miglioramenti sono stati proposti per un migliore utilizzo dell’acqua?

Le misure di progettazione ecocompatibile per lavatrici, lavasciuga e lavastoviglie stabiliscono un uso massimo di acqua per ciclo. Allo stesso tempo, sono richiesti un minimo di efficienza di lavaggio e di efficacia di risciacquo in modo tale che la riduzione del consumo di acqua non sia raggiunta a scapito delle prestazioni di lavaggio e risciacquo.

Per le lavatrici domestiche e le lavasciuga domestiche, la valutazione d’impatto delle nuove misure stima che entro il 2030 si possano ottenere 711 milioni di m3 all’anno di risparmio idrico. Per quanto riguarda le lavastoviglie, entro il 2030 il risparmio idrico dovrebbe ammontare a 16 milioni di m3 in un anno.

Leggi anche:

Germana Carillo

Giornalista pubblicista, classe 1977, laureata con lode in Scienze Politiche, Direttore di Wellme.it per tre anni, scrive per Greenme.it da dieci anni.
Coop

Fuori la plastica dai sacchetti del pane!

Caffé Vergnano

Women in coffee, il progetto che sostiene il ruolo delle donne che lavorano nelle piantagioni di caffè

tuvali
seguici su Facebook