Maxi conguagli bolletta della luce: prescritti in 2 anni. Come contestare le fatture improprie

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Maxi bollette addio. Anche se in pochi lo sanno, da marzo di quest’anno se ci troveremo davanti ai costosi conguagli pluriennali sulla bolletta della luce, avremo diritto a pagare solo gli ultimi 2 anni. Purtroppo però non tutti i venditori hanno correttamente informato i cittadini e capita anche che essi richiedano conguagli superiori al biennio previsto dalla legge.

Si tratta della prescrizione a 24 mesi introdotta dalla legge di Bilancio 2018 contro i 5 anni precedenti. Per tutelare i cittadini, l’Autorità dell’energia elettrica (Arera), nei giorni scorsi ha inviato un’ulteriore comunicazione ai venditori di energia elettrica, obbligandoli a informare i cittadini inviando una comunicazione insieme alla bolletta. In particolare, deve essere specificato che non si possono richiedere conguagli per consumi stimati che risalgano a più di due anni indietro.

Questa nota da parte dei venditori deve arrivare almeno 10 giorni prima rispetto alla scadenza dei termini di pagamento.

Ai sensi dell’art. 10.3 dell’Allegato A alla deliberazione 501/2014/R/com, spiega l’Arera che i venditori devono scrivere il seguente messaggio in grassetto in tutte le bollette emesse fino al 31 dicembre 2018:

“A partire dal 1 marzo 2018, qualora Ella riceva una fattura contenente importi per consumi riferiti a periodi trascorsi da almeno due anni, può contestarli e non pagarli, in applicazione della Legge di Bilancio 2018 (Legge n. 205/17). Il Suo venditore ha l’obbligo, contestualmente a tale fattura e comunque almeno 10 giorni prima della scadenza del pagamento, di informarLa per agevolarLa nell’esercizio di questa facoltà. Per ulteriori informazioni chiami il numero verde dello Sportello dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) 800 166 654”.

Purtroppo, non tutti i cittadini sono a conoscenza di questo nuovo diritto e di come esercitarlo. Per questo, è successo che alcuni operatori abbiano continuato a richiedere conguagli anche più vecchi, relativi a periodi superiori al biennio.

Cosa fare se abbiamo ricevuto in bolletta un conguaglio che va oltre i due anni?

In questo caso, occorre seguire una procedura ben precisa per contestare la fattura. Prima di tutto controlliamo in bolletta il periodo di riferimento e i consumi per verificare che ci sia congruenza tra ciò che segna il contatore e ciò che viene indicato nella bolletta. A quel punto, inviamo un reclamo scritto al nostro operatore attraverso raccomandata con ricevuta di ritorno e aspettiamo risposta da quest’ultimo, che dovrà pervenire entro 50 giorni.

Se non dovesse arrivare entro questo termine o se la risposta venga ritenuta insoddisfacente, si andrà in conciliazione online. Si passa alla conciliazione online attraverso la risoluzione stragiudiziale presso l’Autorità dell’energia.

“Si tratta di un passaggio obbligatorio prima di adire le vie giudiziarie, e solo successivamente se non si raggiunge l’accordo o non si è soddisfatti di quello raggiunto, si andrà davanti al Giudice di Pace, che però ha un costo e tempi ben più lunghispiega Codici.

Fate attenzione e controllate che nella prossima bolletta sia riportata la corretta dicitura ma soprattutto verificate, in caso di conguaglio pluriennale, che non si vada oltre i due anni.

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Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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