televisoreMotori industriali, circolatori, televisori e frigoriferi più ecologici grazie ai 4 regolamenti approvati ieri dalla Commissione Europea che fissano i nuovi requisiti di prestazione energetica per questo tipo di apparecchi. Il risparmio di energia elettrica previsto? Ben 315 Twh all'anno entro il 2020, addirittura maggiore del consumo medio di corrente dell'Italia. Tanto è il beneficio stimato dall'attuazione di queste e delle altre 5 norme in materia di progettazione eco-compatibile già emanate ma non completamente entrate in vigore.

Un pacchetto che Andris Piebalgs, Commissario all'Energia ha definito "una pietra miliare sulla strada per raggiungere i nostri obiettivi di efficienza energetica, contrasto ai mutamenti climatici e di ripresa economica" che consentirà notevoli risparmi di elettricità, di CO2 emessa e di denaro, "creando al contempo posti di lavoro e stimolando la diffusione di tecnologie altamente innovative".

Ma cosa cambia nel dettaglio?

Sul fronte dei Motori elettrici industriali oltre a definire i nuovi parametri di efficienza energetica, il regolamento relativo incentiva l'utilizzo di "azionatori a velocità variabile" in grado di adeguare la potenza del motore alle effettive necessità, evitando gli sprechi dovuti al funzionamento costante alla massima potenza. Risparmio stimato: 135 Twh all'anno entro il 2020.

Sullo stesso principio si basa il regolamento per i circolatori in cui si promuove l'utilizzo delle pompe di circolazione "intelligenti" ad alta efficienza capaci anch'esse di regolare la prestazione in base alle diverse esigenze del sistema di riscaldamento. Risparmio stimato: 25 TWh all'anno entro il 2020.

Le altre due norme sono invece finalizzate a lasciare sul mercato solo televisori, frigoriferi e congelatori a basso consumo, che rispettano i nuovi parametri di efficienza. Risparmio stimato: circa 30 TWh di elettricità all'anno.

In attesa che si concretizzino tali stime, una domanda sorge spontanea: che fine faranno tutti i vari televisori e frigoriferi messi al bando? Riusciranno i vari stati membri a gestire egualmente il loro corretto smaltimento?

Simona Falasca

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