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L'attesa proroga per le detrazioni fiscali del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici sarà contenuta nel cosiddetto (e attesissimo) Decreto Sviluppo la cui versione definitiva è prevista per i prossimi giorni. Tuttavia, dopo le prime anticipazioni sui contenuti, le associazioni del settore non si sono dette particolarmente soddisfatte.

Le critiche maggiori si sono rivolte alla decisione del Governo di rimodulare il bonus fiscale previsto con aliquote più basse per alcuni tipi di intervento, in particolare per la sostituzione di infissi. L' UNCSAAL (Unione nazionale costruttori serramenti alluminio acciaio e leghe) ha infatti definito “assolutamente non in linea con quanto richiesto da tempo da tutte le associazioni confindustriali” la prevista ipotesi di rimodulazione degli incentivi che, per gli infissi, dovrebbe portare ad una nuova aliquota del 41%.

Tuttavia UNCSAAL contesta anche l’introduzione dell’obbligo, per chi voglia usufruire del bonus sui serramenti, di installazione di termostati e sistemi di termoregolazione. Si teme, infatti, che il costo più elevato per l'intervento, da attuare in sinergia con un termoidraulico, possa scoraggiare la sostituzione degli infissi. Soprattutto nei condomini, infatti, secondo l'associazione potrebbero crearsi molti problemi, dovuti al fatto che l'impianto di riscaldamento è, in molti casi, ancora centralizzato e alle valvole termostatiche sono associati i contabilizzatori di spesa per ciascuna singola unità immobiliare. Da ciò potrebbe derivarne, secondo UNCSAAL, la necessità di una delibera all'unanimità dei condomini per la sostituzione di infissi nei singoli appartamenti. Visto come vanno le cose nei condomini, quindi, le persone potrebbero vedersi negata la richiesta o, comunque, scoraggiasi e rimandare i lavori. L’associazione, poi, contesta l’introduzione di un tetto massimo di spesa da poter dedurre, peraltro il tetto massimo di spesa ammissibile alla detrazione non terrebbe conto delle zone climatiche: occorrono, infatti, serramenti con diverse prestazioni tecniche e, quindi, con diverse spese di installazione, per zone climatiche diverse. UNCSAAL chiede al Governo anche di estendere il bonus ai beni strumentali e ai soggetti pubblici non assoggettati all’Ires.

 

"In un momento di crisi come l’attuale" – spiegano dall’associazione – "la propensione alla spesa (seppur in parte agevolata) da parte di singoli proprietari di unità immobiliari risulta particolarmente bassa, e lo sarà anche per gran parte del 2012, mentre offrire l’opportunità di riqualificare energeticamente il patrimonio immobiliare detenuto dai grandi gestori finanziari e industriali potrebbe rappresentare un circuito virtuoso per riqualificare energeticamente una parte significativa di patrimonio immobiliare italiano, produrre una rivalutazione dello stesso patrimonio, produrre maggior gettito per l’erario".

 

L'associazione, quindi, anziché differenziare le aliquote in base agli interventi, propone di rimodulare il periodo di detraibilità delle spese incentivabili, mentre la normativa in vigore, che pare confermata nel Decreto Sviluppo, prevede una dilazione decennale delle cifre da portae in detrazione. La riduzione dei tempi per il recupero del credito, invece, potrebbe rendere molto più appetibili le detrazioni fiscali per l'efficienza energetica e la riqualificazione degli edifici, con conseguente maggior ricorso ai lavori di ristrutturazione e, quindi, un bene per l'indotto della green economy ad essi collegato e, in ultima analisi, anche per l'ambiente.

Per questo Uncsaal e FederlegnoArredo attraverso una lettera al Ministgro Paolo Romani hanno richiesto una audizione urgente al Ministero dello Sviluppo. Cinque, in sintesi, i punti ritenuti fortemente vessatori per gl interessi delle imprese associate:

  1. La detrazione è ottenibile per le chiusure apribili e assimilabili solo se sono “installate congiuntamente a sistemi di termoregolazione per singolo appartamento o singolo locale, o valvole termostatiche ovvero in presenza di detti sistemi al momento dell'intervento”;
  2. Viene fissato un costo unitario massimo, al netto dell’Iva, di 450 euro al metro quadrato;
  3. L’aliquota del 55% per finestre, porte e vetrine comprensive di infissi passerebbe al 41%;
  4. Non è prevista alcuna rimodulazione del periodo di detrazione;
  5. Non è prevista alcuna estensione delle detrazioni ai beni strumentali.

 

 

Andrea Marchetti

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