incentivi_fotovoltaicoUna nuova bozza sarebbe stata messa a punto dal Governo per regolare gli incentivi per il fotovoltaico a partire dal 2011.

Proprio qualche giorno fa avevamo riportato le perplessità di Edo Ronchi e dell'Ing. Caffarelli sulle riduzioni del 20% della tariffa incentivante rispetto all'attuale Conto Energia contenute nel testo fino ad ora al vaglio del Governo che non renderebbero più convenienti gli impianti e rischierebbero di paralizzare lo sviluppo del mercato, come successo in Spagna dove, da un periodo di forti incentivazioni al fotovoltaico, si è passati a brusche riduzioni degli incentivi statali che hanno dato un duro colpo all'industria del solare ed a tutta l'economia che ruota intorno all'approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili.

Visto che, ormai, la riduzione delle tariffe incentivanti nel nuovo Conto Energia 2011 appare sicura, sarebbe meglio un sistema alla tedesca, con riduzioni della tariffa incentivante "a scaglioni" e con una cadenza temporale certa e ben definita per dar modo alle imprese "verdi" di attutire il colpo e riprogrammare le proprie strategie produttive. Stando alle previsioni di Milano Finanza, è in questa direzione che andrebbe il compromesso tra Governo e categorie produttive che sembra proprio essere stato trovato.


Secondo le fonti ministeriali di Milano Finanza, infatti, sarebbe stata messa a punto un'ulteriore bozza di Decreto Interministeriale, redatta dal Ministero per lo Sviluppo Economico insieme a quello dell'Ambiente in cui anche se pur non accontentando del tutto le richieste degli imprenditori, che avrebbero voluto una semplice riduzione del 4%, non ci sarebbe neppure la tanto temuta sforbiciata di venti punti percentuali, ma una riduzione del 6% rispetto alla tariffe attualmente previste che in più dovrebbe avvenire gradualmente, da un quadrimestre all'altro, in modo da non creare contraccolpi immediati alle societa' del settore.

Una soluzione a scaglioni, dunque, e una riduzione delle tariffe incentivanti che, seppure non flebile come quella voluta dagli imprenditori, non sarebbe così drastica come quella inizialmente paventata dal Governo.

Anziché trovarsi di fronte ad una brusca riduzione del 20%, infatti, gli impianti che entreranno in funzione da Aprile 2011 usufruirebbero di una tariffa incentivante inferiore rispetto a quella precedentemente in vigore, con una diminuzione che potrà andare dai 6,5 agli 8,1 punti percentuali a seconda del tipo di installazione. Gli impianti che entreranno in esercizio in seguito, dunque, troverebbero tariffe via via in diminuzione: quelli che entreranno a regime da Aprile ad Agosto, potrebbero trovare una riduzione delle tariffe oscillante tra il 10% e il 12,8%, mentre quelli che saranno attivati tra Agosto e Dicembre avrebbero una riduzione della tariffa incentivante oscillante tra 15% e il 17,6% circa rispetto alla tariffe incentivanti attualmente in vigore.

Dal 2012, poi, andrebbe a regime il taglio medio annuo del 6% .Gli impianti innovativi, invece, godrebbero di maggiori agevolazioni potendo contare su un taglio annuo ridotto al 2%. Stando a quanto riicostruito da Milano Finanza, inoltre, la bozza di decreto prevederebbe un aumento della potenza complessiva incentivabile: da 2mila MW a 3 mila MW a cui dovrebbero aggiungersi ulteriori 150 MW per gli impianti a concentrazione.

Andrea Marchetti



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