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Invece di suggerire al Governo di tagliare gli incentivi alle rinnovabili, l'Autorità per l'Energia potrebbe trovare il modo di risparmiare fino a 5 miliardi di Euro all’anno con lo stop ai sussidi alle fonti fossili e gli oneri impropri. Lo scrive Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, in una lettera indirizzata a Guido Bortoni, presidente dell'Aeeg.

Secondo l'associazione ambientalista i margini di riduzione delle bollette degli italiani, privati e imprese, ci sono tutti anche senza toccare le rinnovabili: "Abbiamo individuato oltre 5 miliardi di Euro tra sussidi alle fonti fossili, oneri impropri, sconti in bolletta ai grandi consumatori di energia elettrica, dove si può intervenire subito", scrive Cogliati Dezza a Bortone.

L'attuale polemica tra sostenitori e contrari agli incentivi alle rinnovabili, recentemente sfociata in un botta e risposta sul Corriere della Sera, è per Dezza priva di fondamento. Il successo delle fonti rinnovabili, che hanno superato il 50% della produzione complessiva di energia elettrica nel mese di Maggio facendo scendere i prezzi rispetto all'anno scorso, dimostrerebbe invece come questa strada sia la migliore per l'Italia.

"È assurdo e ingiusto che vengano cancellati gli incentivi per il solare alle famiglie e per la sostituzione dei tetti in amianto", continua Cogliati Dezza che ricorda anche come tra pochi giorni finisce l'intero Quinto Conto Energia lasciando agli italiani le sole detrazioni fiscali.

Che però, secondo Legambiente, non basteranno: "Non è vero che questi interventi saranno realizzabili con le detrazioni fiscali (55-65%), perché risultano inaccessibili per coloro che non hanno reddito da detrarre o che guadagnano poco (pensionati, lavoratori precari, ecc.)".

Ancora più grave, secondo Cogliati Dezza, è la decisione di non confermare neanche l'incentivi ai pannelli che sostituiscono l'amianto: "così si cancella l'unica politica di bonifica di successo realizzata in questi anni in Italia". Secondo l'associazione ambientalista, invece, l'Autorità per l'Energia potrebbe e dovrebbe puntare sui sistemi di autoproduzione dell'energia. I cosiddetti SEU e RIU.

"Ma per realizzare questo cambia­mento occorre un intervento normativo da parte dell'Autorità, che renda possibile il superamento di barriere e divieti oggi anacronistici che favoriscono solo centrali vecchie e inquinanti" ha concluso Cogliati Dezza.

Peppe Croce

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