Come trasformare il tuo pollice nero in pollice green con questi tre accorgimenti

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La coltivazione delle piante in vaso presenta diverse insidie: spesso le piante si ammalano, perdono le foglie, si seccano e muoiono e ci si convince di avere irrimediabilmente il pollice nero.

In realtà non servono particolari abilità per coltivare le piante in vaso ed è sufficiente adottare semplici accorgimenti per avere piante rigogliose anche in appartamento.

Conoscere le esigenze delle piante ed evitare gli errori più comuni può trasformare qualsiasi pollice nero in pollice verde.

La scelta della pianta, dove acquistarla e dove sistemarla

Il primo passo da cui partire per avere piante rigogliose e in salute consiste nell’acquistare una pianta di qualità e adatta al clima in cui la faremo crescere.

La scelta migliore è quella di rivolgersi a un vivaio, evitando di acquistare esemplari che sono stati allevati in ambienti inadeguati, che stressano la pianta.

Fondamentale poi chiedere al vivaista quali sono le esigenze di quella specie riguardo alle temperature che è in grado di tollerare, soprattutto se vogliamo che l’esemplare cresca all’esterno.

Ricordiamo che non esistono piante d’appartamento: tutte le piante preferiscono stare all’aperto, ma alcune specie esotiche non sopportano le rigide temperature invernali, dunque durante i mesi freddi devono essere collocate in casa o comunque al riparo in una veranda o in serra.

Se invece optiamo per una pianta da tenere al chiuso, dalla primavera all’autunno sarà comunque sempre meglio sistemarla su un balcone o su un terrazzo.

L’esposizione preferita dalla maggior parte delle piante è luminosa, semi ombreggiata e al riparo da forti venti e correnti d’aria.

Da pollice nero a pollice green: rispettare i bisogni delle piante

Sembra scontato, eppure spesso dimentichiamo i bisogni fondamentali delle piante: luce, acqua e nutrienti.

Quando acquistiamo una nuova pianta, scegliamo una posizione molto luminosa, in casa o all’esterno e, in quest’ultimo caso, non in una zona raggiunta direttamente dai raggi solari, soprattutto nelle ore pomeridiane.

La quantità di acqua e la frequenza di irrigazione variano da specie a specie, ma in linea generale occorre bagnare le piante quando il terreno è asciutto, evitando ristagni di acqua nei sottovasi.

L’accumulo di acqua nel sottovaso può far marcire le radici, causando la morte della pianta, o creare un ambiente eccessivamente umido che renderà la pianta vulnerabile all’attacco di muffe e funghi.

Oltre a evitare ristagni di acqua, assicuratevi che la terra sia ben drenata sistemando sul fondo del vaso una manciata di argilla espansa o qualche pezzo di coccio.

Quando bisogna bagnare le piante? In linea generale se la pianta presenta ingiallimento delle foglie significa che stiamo dando troppa acqua, mentre se le foglie perdono turgore e si abbassano, la pianta ha sete.

Se si coltivano piante succulente e grasse, attenzione agli eccessi: queste piante hanno bisogno di irrigazioni poco frequenti e con quantità davvero minime di acqua.

Quando si annaffia una pianta in vaso, l’acqua va versata sulla terra evitando di bagnare le foglie e i fiori. Anche le eventuali nebulizzazioni di acqua attorno alle foglie devono essere effettuate senza far cadere gocce d’acqua direttamente sulle chiome, in particolare all’attaccatura delle foglie e dei rami.

Infine, qualsiasi pianta ha bisogno di nutrienti che, se coltivata in vaso, non può trovare da sola poiché nel tempo si esauriscono all’interno del terreno.

Durante tutto il periodo vegetativo, dalla primavera all’autunno, occorre dunque fornire periodicamente alla pianta sali minerali da somministrare attraverso fertilizzanti, in base alle indicazioni riportate sulla confezione e senza eccedere.

Inoltre, quando si nota che il livello di terra nel vaso si abbassa, è necessario aggiungere del terriccio e, ogni due o tre anni, la pianta andrà rinvasata in un recipiente di dimensioni maggiori.

Il rinvaso va effettuato durante il riposo vegetativo della pianta, generalmente poco prima della primavera, sistemando sempre argilla espansa o cocci alla base, prima di versare il terriccio.

Gli errori più comuni del pollice nero

Avete scelto un esemplare adatto al clima della vostra regione, lo avete sistemato in una posizione corretta e gli avete fornito acqua e concime in quantità adeguate, eppure la pianta ha iniziato a mostrare segni di sofferenza: come mai?

Chi è convinto di avere il pollice nero, spesso commette degli errori comuni, che stressano la pianta fino a farla ammalare o addirittura morire.

Abbiamo già visto l’importanza della temperatura, dell’esposizione, delle irrigazioni e dei nutrienti, ma ci sono almeno tre errori frequenti in chi crede di avere il pollice nero.

Un errore molto comune del pollice nero è quello di rinvasare la pianta subito dopo l’acquisto. Quando si porta a casa una nuova piantina, questa è già in una condizione di stress per via delle condizioni ambientali che si sono modificate intorno a lei.

Le piante sono esseri viventi a tutti gli effetti e che reagiscono a qualsiasi stimolo esterno attraverso risposte per per adattarsi alla quantità di luce, umidità e temperatura ambientali e ad altre condizioni.
Queste risposte sottraggono energia alle piante e rinvasare una pianta immediatamente dopo l’acquisto la stresserebbe ulteriormente.

L’ideale è quello di trasferire l’esemplare poco prima della primavera successiva, ma se la pianta è in un vaso di dimensioni ridotte ed è necessario darle un recipiente più grande, occorre aspettare almeno una settimana prima di trasferirla, dandole così il tempo di adattarsi.

Il secondo errore è quello di spostare le piante, esseri che, per loro natura, restano fermi. I movimenti degli organismi vegetali sono limitati nello spazio, per cercare acqua e nutrienti attraverso le radici o per raggiungere la luce o l’ombra con i movimenti delle foglie.

A volte si tende a collocare una pianta in bella vista quando è fiorita, per poi spostare il vaso in un luogo più nascosto quando sfiorisce, ignorando che le variazioni di temperatura, umidità e luce possono essere fatali per la povera pianta.

Anche il trasferimento delle piante dall’esterno all’interno e viceversa è un’operazione molto delicata: gli esemplari andrebbero spostati quando le temperature tra dentro e fuori sono simili, evitando sbalzi di temperatura eccessivi.

Infine, un altro errore è quello di isolare gli esemplari. Le piante stanno molto bene tra loro, poiché stando vicine creano un microclima che spesso crea le condizioni ideali per la crescita di tutte. Anziché sistemare gli esemplari lontani tra loro, meglio creare zone verdi con più piante.

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Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario "Saponi e cosmetici fai da te", "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare".
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