Senecio, come coltivare e dove far crescere bene la pianta del rosario

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La pianta del rosario è una deliziosa pianta ornamentale costituita da lunghi rami a cascata ricoperti da foglie tondeggianti, simili a fili di perle. Molto ambita tra gli amanti del verde, si tratta di una specie molto resistente e davvero semplice da coltivare.

Caratteristiche della pianta del rosario

La pianta del rosario o senecio (Kleinia rowleyana) è una specie appartenente alla grande tribù delle Senecioneae della famiglia delle Asteraceae. Chiamata anche klenia, si tratta di una pianta dall’aspetto molto particolare, poiché è costituita da lunghi rami ricadenti costellati da foglie modificate, sferiche e succulente, simili a piccoli piselli. I rami del senecio ricordano lunghi fili di perle e le foglie, come suggerisce il nome comune, grani di un rosario.

Le particolari foglie del senecio fungono da riserva d’acqua: questa deliziosa pianta è infatti originaria delle regioni aride dell’Africa e si è dunque adattata a scarsità idrica e temperature elevate. Oggi il senecio è coltivato con successo a scopo ornamentale in tutte le aree del Mediterraneo ed è una specie abbastanza ricercata e apprezzata da amanti delle piante e collezionisti.

Il fatto che si tratti di una specie ambita tra i pollici verdi non significa però che il senecio sia difficile da curare. Al contrario, si tratta di una pianta resistente e con pochissime esigenze, adatta davvero a tutti.

Dove posizionare il senecio

Il luogo ideale per far crescere il senecio o pianta del rosario è una posizione luminosa della casa, magari davanti a una finestra. Dato il portamento ricadente, il senecio andrebbe collocato in un vaso sospeso, così da poter sviluppare i rami a cascata creando un effetto davvero suggestivo.

Dall’inizio della primavera e fino all’autunno, la pianta può essere sistemata all’esterno, in una posizione ombreggiata o raggiunta dai raggi solari solo durante le ore più fresche della giornata, al mattino.

Quando le temperature si abbassano è bene riparare il senecio in casa, lontano da termosifoni, stufe e altre fonti di calore.

Come prendersi cura del senecio

Prendersi cura del senecio è davvero molto semplice, poiché si tratta di una pianta molto adattabile, nonostante all’apparenza possa sembrare delicata. La pianta del rosario può crescere in vasi anche di piccole dimensioni, utilizzando un terriccio ben drenato dove l’acqua non ristagni.

Per quanto riguarda le irrigazioni, il senecio non ha bisogno di grandi quantità di acqua: in autunno e in inverno è sufficiente dare alla pianta poca acqua una o due volte al mese, mentre in primavera e in estate andrà innaffiata più spesso ma sempre lasciando asciugare bene il terriccio tra un’irrigazione e quella successiva.

D’estate, all’acqua di irrigazione va aggiunto un concime liquido per piante grasse almeno una volta al mese. Tra agosto e ottobre, il senecio regala anche delle belle fioriture, non particolarmente vistose ma sicuramente gradevoli.

Con le cure giuste, il senecio potrà vivere a lungo e sarà poco soggetto a malattie e parassiti. Se però non si rispettano le esigenze di luce, temperatura, terriccio e acqua, la pianta del rosario può essere più vulnerabile all’attacco di parassiti come afidi e cocciniglia o a malattie fungine a carico dell’apparato radicale o delle foglie.

Moltiplicazione e rinvaso

Il senencio può essere moltiplicato con successo attraverso talee da prelevare in primavera. È sufficiente recidere circa dieci centimetri di uno dei lunghi steli della pianta, rimuovere le foglie lla base e collocare il fusticino in acqua o direttamente in terra. La talea, sistemata in un luogo luminoso e mantenuta umida, in genere radica entro una o due settimane. Il successo della moltiplicazione è evidente quando lo stelo inizia a crescere e a emettere nuove foglie.

Il rinvaso va effettuato quando la pianta diventa eccessivamente grande o quando si nota che le radici iniziano a fuoriuscire dai fori di drenaggio nella parte inferiore del vaso. Per consentire alla pianta di avere spazio a sufficienza, in primavera la si può trasferire in un contenitore leggermente più grande e con del nuovo terriccio.

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Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario "Saponi e cosmetici fai da te", "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare".
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