Forse non lo sai, ma queste 6 piante comuni resistono al fuoco e possono contenere gli incendi

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Sono meno infiammabili e più resistenti al fuoco. Ci sono delle piante che possono contenere gli incendi, e sono più comuni di quanto tu possa credere

In ogni parte del mondo, nelle regioni particolarmente esposte al rischio di incendi e in aree caratterizzate da grave siccità, le fattorie e le abitazioni situate nei pressi delle foreste sono spesso in pericolo proprio a causa degli incendi, frequenti soprattutto nel periodo estivo.

La messa a dimora di siepi costituite da piante ignifughe per delimitare i campi coltivati ​​ovvero per separare le abitazioni dalle foreste potrebbe essere una buona soluzione al problema incendi. Ma quali sono le piante ignifughe da integrare nelle siepi e che ruolo svolgono nel contenimento degli incendi?

Di seguito un elenco di piante ignifughe incredibilmente capaci di resistere al fuoco. Le più importanti sono:

La vite

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@Alexandr Vorobev/Shutterstock

La vite è un’eccellente pianta tagliafuoco. Nei vigneti, i filari di vite fungono da barriera ignifuga. Tuttavia, quando nelle sue vicinanze si verifica un incendio, il fumo e il calore possono danneggiare i frutti maturi, le foglie e le stesse piante. Le viti verdi, ancora in piena crescita, sono molto meno suscettibili di prendere fuoco. In caso di incendio, è possibile che si brucino le foglie secche, ormai inadatte ad alimentare i grappoli d’uva.

È interessante notare che i vini delle viti esposte alle fiamme sviluppano chiare note di fumo. L’effetto si intensifica se il contatto tra la pianta e il fumo dell’incendio avviene nel periodo immediatamente antecedente alla raccolta dell’uva. In ogni caso, quando le viti vengono impiegate come piante antincendio, esse possono subire alcuni danni.

In un’azienda vinicola, la disposizione delle viti è quindi cruciale. È necessario privilegiare le piante in grado di contenere la propagazione delle fiamme. Per rendere efficace tale sistema di protezione, è necessario mantenere uno spazio di almeno dieci metri tra le vigne e l’area boschiva circostante o gli edifici che si trovano nelle vicinanze. In alcune zone di Europa lo hanno già fatto.

L’ulivo

Vesna Kriznar/Shutterstock

L’ulivo è una pianta molto resistente, con spiccate proprietà ignifughe; esso può infatti garantire protezione dal fuoco e dal vento. Gli ulivi più antichi, oltre a fornire un buon combustibile, mantengono un’ottima resistenza al vento. In effetti, gli ulivi sopravvivono per lunghi anni in un dato territorio ed esistono preziosi esemplari di ulivi secolari. Grazie al loro solido apparato radicale, sono in grado di rigenerarsi anche se i loro rami o tronchi vengono distrutti. È consigliato piantare alberi di ulivo in aree soggette a incendi boschivi proprio allo scopo di difenderle.

Il cipresso verde

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@Andrew Mayovskyy/Shutterstock

Anche i cipressi resistono bene al fuoco. Nel 2012, una distesa di alberi di Andilla, nella provincia spagnola di Valencia, dove era in corso una ricerca sulla resistenza di alcune specie vegetali a un fungo patogeno, è stata invasa da un vasto incendio. Quest’ultimo ha colpito 50mila acri di area boschiva ad alta biodiversità. Tutte le querce, i lecci, i pini e i ginepri erano stati completamente bruciati. Come rilevato in uno studio italo-spagnolo apparso nel 2015 sul Journal of Environmental Management, solo l’1,27% dei cipressi mediterranei (esattamente 946 alberi) era stato intaccato dal fuoco.

Non è tanto il legno, ma la cuticola, cioè il tessuto idrofobico che ricopre rami e foglie, ad essere incredibilmente resistente alle fiamme. La struttura interna delle foglie minimizza la perdita di liquidi anche nelle situazioni di calore estremo, quando l’aria è secca. Sfruttando tale proprietà, la velocità di combustione di un cipresso è sette volte inferiore rispetto a quella di un pino, ad esempio. Inoltre, neanche le sue foglie secche sul terreno sono combustibili. Il manto di foglie che si deposita sul terreno, infatti, forma una barriera protettiva che trattiene l’acqua, riducendo il rischio di incendio.

Il carrubo

carrube mature

Pianta legnosa tipicamente mediterranea, il carrubo, oltre a fornirci la carruba, contribuisce alla salvaguardia dell’ambiente. Tra le sue benefiche proprietà, l’albero di carrubo aiuta a combattere l’erosione e gli incendi. In effetti, piantare una distesa di alberi di carrubo costituisce un efficace muro antincendio. In caso di incendio, per fermare le scintille trasportate dal vento, è sufficiente gettare acqua dai canadair.

La quercia da sughero

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@RossHelen/Shutterstock

Adattatisi perfettamente al clima mediterraneo, le querce da sughero esercitano una notevole resistenza al passaggio del fuoco. In particolare, la spessa corteccia della quercia da sughero è in grado di proteggerla da eventuali incendi; essa permette di trattenere l’umidità e fa sì che la temperatura media all’interno dell’albero sia inferiore di 13 °C rispetto alla temperatura esterna. Di conseguenza, questa specie di alberi è una delle più resistenti agli incendi.

Senza dubbio, se colpita dalle fiamme, la quercia da sughero si indebolisce, ma il fuoco non la uccide. Quando un incendio penetra un sughereto ben tenuto, provoca certamente danni, che sono meno gravi, tuttavia, rispetto a quelli che subirebbero una pineta, una macchia o una foresta.

Il fico d’India

Fichi d'India

©Roberta Canu/Shutterstock

Lunghe siepi di fichi d’india possono diventare muri spinosi invalicabili per gli animali selvatici. Questo genere di siepe richiede scarsa manutenzione e offre frutti gustosi. Le siepi di Opuntia, inoltre, sono un efficace ostacolo naturale alla propagazione degli incendi.

Per piantare questo tipo di siepe, occorre sfruttare la sua naturale moltiplicazione per talee: è sufficiente interrare e mettere in fila le pale, da mantenere asciutte per un certo periodo di tempo. Le talee generalmente si riprendono meglio quando vengono private dell’acqua, ma vanno annaffiate abbondantemente una volta piantate. In generale, i cactus e l’agave, grazie al ricco contenuto di acqua e di gel, sono particolarmente indicati quando si vogliono creare “cinture di sicurezza” per ritardare la propagazione delle fiamme.

Fonte: Stato di Vittoria

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Donatella Vincenti. Laureata in Lingue e Scienze Politiche, nel 2017 ha conseguito un dottorato alla Luiss sulla transizione ecologica nel mondo arabo-islamico. Nel 2015 ha curato la rubrica "Green Islam" per la webradio Radio Bullets.
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