In questo ospedale i pazienti mangiano i prodotti genuini coltivati sul tetto

boston orto

A Boston c’è un orto molto speciale, perché si trova sul tetto del Boston Medical Center e tutto il cibo coltivato viene poi dato ai pazienti che mangiano così cibi genuini e a chilometro zero.
Ottocento metri quadrati, 25 tipi di ortaggi e due alveari. Il tetto di questo ospedale è un’oasi felice in cui si rispetta il ciclo della natura e della produzione. Ogni giorno, lavorano nell’orto sia volontari che pazienti che vogliono contribuire all’iniziativa, mentre tutti i costi di gestione, circa 500mila dollari sono coperti da donazioni.

Come sappiamo, negli Stati Uniti negli ultimi anni si sta assistendo a un vero e proprio boom degli orti sul tetto. In Italia non sono ancora molto numerosi, un esempio è l’orto nato sul tetto della biblioteca di Firenze, mentre oltreoceano il fenomeno è in espansione. E quello dell’ospedale di Boston è ormai una realtà consolidata che non solo permette di produrre oltre 2.300 chilogrammi di verdure che vengono distribuite tra mensa, bar e gratuitamente ai pazienti meno abbienti che lasciano il nosocomio, ma permette anche un risparmio di 10mila dollari l’anno.

boston orto

Ma non solo, oltre all’aspetto legato all’ambiente, alla genuinità dei prodotti, l’orto sul tetto viene anche utilizzato come valido strumento (per chi chiaramente è nelle condizioni di farlo) per uscire dalla routine ospedaliera anche perché vengono organizzati corsi di giardinaggio e altro.

“Il cibo è una medicina. Ecco perché stiamo facendo tutto questo. È difficile avere cibo a chilometro zero, ma penso che sia quello che noi dobbiamo dare ai nostri pazienti e alla nostra comunità”, afferma David Maffeo, direttore senior dei servizi di supporto dell’ospedale.

Lindsay Allen è uno degli agricoltori che si occupa dell’orto e spiega che il cibo è fondamentale sua per la prevenzione che durante il ricovero ospedaliero. E chi sfortunatamente ha passato un periodo in ospedale sa che il cibo della mensa molto spesso lascia a desiderare e che invece al contrario, dovrebbe essere fatto di prodotti controllati in base ai propri disturbi.

“In generale sento che il cibo in ospedale è piuttosto terribile e disgustoso e la trovo una cosa ironica perché se si è malati abbiamo bisogno di essere nutriti bene”, dice Lindsay Allen.

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Dominella Trunfio

Giornalista professionista, laureata con lode in Scienze Politiche e con un master in Comunicazione Pubblica e Politica. Vincitrice di due premi giornalistici per la realizzazione di due documentari. A settembre 2017 pubblica "Appunti di antimafia. Breve storia delle azioni della ‘ndrangheta e di quelli che l’hanno contrastata".
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