Orti sinergici: con Terra! si coltiva anche in città!

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L’associazione di attivisti ambientalisti “Terra!” (di cui abbiamo avuto modo di parlare in occasione dell’azione di social guerrilla fatta a Roma per protestare sulle emissioni di CO2 delle auto) è presente in tutta Italia per promuovere azioni pratiche di salvaguardia del territorio, protezione della biodiversità, della salute del pianeta e quindi dell’uomo. Essa opera attraverso gruppi locali che si fondano, in particolare, su due principi: il coinvolgimento attivo della comunità e la realizzazione di progetti di sostegno concreto alla natura e alle persone. Qualche esempio? Corsi di agricoltura sinergica e di compostaggio, orti urbani popolari, incontri specifici per bambini, organizzazione di Gruppi di Acquisto Solidale.

L’associazione è molto attiva anche a Genova. A Ponente, nella località di Vesima, custodiscono uno dei più antichi orti sinergici italiani. Il metodo consiste nel “lasciar fare alla terra”, cioè auto affidarsi alla naturale fertilità del suolo e all’interazione sinergica fra piante e radici. Prendendo contanti con i volontari è possibile visitare l’orto e apprendere i primi rudimenti di questi tecnica di coltivazione naturale.

Ad esempio, sono stati organizzati corsi sulla coltivazione di patate sotto ai cartoni ricoperti di paglia. Il fine principale è quello di sensibilizzare ai danni spesso provocati dall’agricoltura con metodi tradizionali, la quale dipende in maniera considerevole dagli idrocarburi, contribuendo così ad emettere grandi quantità di CO2 (basta solo pensare al surriscaldamento delle serre e ai trasporti dei prodotti).

Coltivazione_patate_cartoni_Terra orto_sinergico_genova

Recentemente, in occasione della fiera dell’economia solidale “Fa’ la cosa giusta!” di Genova, gli attivisti hanno letteralmente “portato” ai cittadini un orto mobile nell’area del Porto Antico, spiegando come si realizza un orto sinergico e come si possono costruire delle serre con materiale di recupero, in maniera autonoma, naturale e rispettosa dell’ambiente. Inoltre gli stessi volontari hanno insegnato a costruire una compostiera da giardino e anche mini-compostiere per il terrazzo (fatte con semplici cassette di legno). In questo modo, anche chi non possiede un giardino ed abita in città può ottimizzare i rifiuti organici sul proprio balcone.

In qualsiasi momento è possibile mettersi in contatto con i volontari (i contatti sono riportati sul sito) per prendere parte alle loro iniziative: due braccia in più saranno sempre bene accolte!

Simona Calissano

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Direttore responsabile ed editoriale di greenMe. Ha una laurea in Scienze della comunicazione e un'esperienza pluriennale negli uffici stampa. In greenMe ha trovato il modo di dare sfogo alla sua "natura" più vera.
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