@Aleksei Potov/123rf

Svelato il segreto genetico che si nasconde dietro la fragranza unica e deliziosa della lavanda

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Scopri da cosa dipende l’irresistibile e inebriante profumo della lavanda. Uno studio ha rivelato cosa si cela dietro l’odore della lavanda.

Gli scienziati spiegano la genetica di ciò che rende speciale l’odore della lavanda.

Questo bellissimo fiore è stato utilizzato per creare profumi e oli essenziali da tempo immemorabile. Ma cosa rende questo fiore così speciale? Quali sono i composti “magici” che gli conferiscono la sua fragranza unica? Qual è la base genetica di questi composti? Queste domande hanno a lungo lasciato perplessi gli scienziati.

Per scoprire le risposte, un gruppo di ricercatori cinesi ha sequenziato il genoma della lavanda, conosciuta nel mondo scientifico come Lavandula angustifolia. Il team guidato dal Dr. Lei Shi, professore presso il Key Laboratory of Plant Resources e Beijing Botanical Garden, Institute of Botany, Chinese Academy of Sciences, era specificamente interessato alla genetica e alla diversità di una classe di terpenoidi volatili prodotti dalla lavanda.

La ricerca scientifica

I terpenoidi svolgono un ruolo importante nella biologia dei fiori profumati, compresa la lavanda. Nell’ambiente, i terpenoidi hanno dimostrato di attrarre potenziali insetti impollinatori. Nelle applicazioni della vita reale, i terpenoidi offrono i loro potenziali benefici, tra cui il sollievo dallo stress e il condizionamento della pelle, attraverso prodotti come gli oli essenziali. 

Il team ha iniziato analizzando i dati del genoma di riferimento di alta qualità della varietà cinese di lavanda “Jingxun 2”

Attraverso l’analisi filogenetica, hanno identificato gli eventi genomici attraverso la storia evolutiva della lavanda che hanno portato all’espansione dei geni biosintetici dei terpenoidi in questa specie.

La loro analisi ha anche fornito importanti informazioni sui cambiamenti in questi geni, rispetto ai cambiamenti nell’ambiente in cui sono cresciuti. In primo luogo, gli scienziati hanno assemblato le sequenze genetiche della cultivar cinese di lavanda; successivamente, hanno identificato e denominato le regioni genomiche nella sequenza della lavanda, e hanno eseguito analisi filogenetiche su queste sequenze per comprenderne meglio la storia evolutiva.

olio di lavanda profumo

@Natallia Khlapushyna/123rf

Quindi, hanno identificato gli eventi che hanno interessato l’intero genoma della lavanda, e in particolare i geni produttori di terpenoidi. Infine, hanno associato i geni sulle sequenze del genoma della lavanda con diversi terpenoidi presenti nella pianta, per costruire reti di geni-terpenoidi.

I loro risultati, pubblicati in un recente numero di Horticulture Research, hanno riportato il successo dell’assemblaggio della sequenza del genoma della lavanda di 894,5 Mb distribuita su 27 cromosomi e potrebbe essere l’assemblaggio della sequenza della lavanda della migliore qualità, finora. 

Inoltre, gli scienziati sono stati in grado di dimostrare che la lavanda ha subito esclusivamente importanti eventi genetici, tra cui due duplicazioni dell’intero genoma, che hanno permesso loro di adattarsi meglio e prosperare in condizioni climatiche mediterranee più fredde.

Spiegando le loro osservazioni, il Dottor Shi afferma: “Le piante hanno la capacità di duplicare i loro genomi e quando ciò accade c’è libertà per i geni duplicati di evolversi per fare altre cose. Ciò ha permesso alle piante di sviluppare nuovi macchinari per produrre una vasta gamma di composti chimici che vengono utilizzati per difendersi dagli attacchi di microbi ed erbivori dannosi e per attirare specie benefiche come le api per favorire l’impollinazione”. 

In effetti, questa spiegazione è supportata dai risultati dello studio del team. Il suo team ha identificato duplicazioni genetiche, che a loro volta hanno portato alla diversificazione dei terpenoidi. Dopo ulteriori analisi, hanno anche osservato cluster di geni specificamente corrispondenti a terpenoidi attraenti e difensivi.

Il Dr. Shi ha, inoltre, dichiarato: “L’introduzione della lavanda in Cina può essere fatta risalire agli anni ’50 dai pionieri dell’Istituto di botanica, l’Accademia cinese delle scienze. Il degrado delle specie coltivate oggi è preoccupante; quindi, sono necessarie varietà migliori, con cui gli scienziati possano più facilmente sviluppare nuove varietà, con cui produrre oli essenziali di alta qualità, da usare anche a scopo ornamentale e più resistenti agli agenti patogeni e ai cambiamenti climatici”.

Con questo studio, quindi, si può sperare che si apra la strada a migliori varietà di lavanda e, in più, si auspica allo sviluppo della ricerca sulle interazioni tra piante volatili e ambiente.

Fonte: Nature.com

Ti potrebbe interessare:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Laureata in Lingue e Civiltà Orientali presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza. Ha diversi anni di esperienza nella comunicazione digitale. Appassionata di beauty, fitness, benessere e moda sostenibile.
Seguici su Instagram
Seguici su Facebook