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Vuoi le lucciole nel tuo giardino? Pochi e semplici trucchi per far ritornare questi meravigliosi insetti luminosi

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Le popolazioni di lucciole stanno diminuendo, ma possiamo aiutarle a sopravvivere. Cosa possiamo fare, soprattutto se abbiamo a disposizione un giardino, per ripopolare il mondo di fantastiche lucciole?

Distruzione degli habitat, inquinamento luminoso e utilizzo di pesticidi in agricoltura: nemmeno a dirlo, tutte queste cose messe insieme mettono in pericolo (anche) le nostre amate lucciole.  A differenza di pochi altri insetti, come le api, capaci di adeguarsi a vivere in ambienti urbani (ma per le quali comunque c’è allarme!) le lucciole risultano meno adattabili e più vulnerabili. E il risultato è che stanno scomparendo. Come fare per preservare queste meravigliose creature?

Beh, conoscendo i fattori che stanno riducendo la popolazione delle lucciole, possiamo intervenire innanzitutto preservando gli habitat naturali, riducendo l’inquinamento luminoso che impedisce loro di trasmettere i segnali soprattutto durante la primavera e l’estate, diminuendo l’uso di pesticidi e vietando di raccogliere lucciole dagli ambienti naturali per puro divertimento.

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Oltre a queste misure, è possibile contribuire alla ripopolazione delle lucciole allevandole e liberandole in natura. Se avete un giardino ecco come fare: 

  • mantenete il giardino per lo più buio, spegnendo le luci esterne e chiudendo le persiane di notte. L’oscurità renderà più facile il loro ritrovarsi per accoppiarsi
  • piantate alberi (soprattutto pini) ed erbe autoctone per aiutare a sostituire l’habitat perduto. Evitate l’impulso di falciare eccessivamente o di lasciare alcune aree di erba più lunga
  • evitate di utilizzare prodotti chimici e pesticidi per il prato; le lucciole sono il controllo dei parassiti della natura

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  • lasciate marcire tronchi e foglie e lasciateli indisturbati, poiché lì vivono le larve
  • aggiungete una fontana: le lucciole prosperano vicino all’acqua stagnante

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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