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Il giardinaggio come stile di vita: un hobby sano che ci aiuta a vivere meglio, rispettando il pianeta e che potrebbe perfino scoprire il nostro animo più delicato. Non importa se coltiviamo un grande giardino o qualche vaso in balcone, l’importante è farlo con passione e costanza e i risultati non si faranno attendere.

Ma c’è qualcuno che non si accontenta di semplici compromessi e per avere uno spazio verde da coltivare è pronto ad osare mettendo radici in luoghi inconsueti e la guerrilla gardening insegna. Ecco però quattro orti urbani davvero insoliti:

1. Coltivare nelle fenditure

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Il colore che predomina nelle grandi città è oggi più che mai il grigio, quello del cemento che divora ogni cosa, rubando spazio prezioso al verde della natura. Da questa osservazione prende vita il coraggioso progetto della CMG Landscape Architecture che vuole creare delle fenditure artificiali nel cemento cittadino dove coltivare piante e fiori.

L’idea nasce dalla semplice osservazione della natura che spesso ci mostra come da una spaccatura del terreno possa rinascere la vita.

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Invece di aspettare che il cemento si deteriori naturalmente, crepandosi, l’idea è di realizzare volutamente per mezzo di martelli pneumatici delle fenditure, disposte in file ordinate, in grado da cambiare il grigio paesaggio urbano. In breve tempo le fenditure nel terreno saranno rioccupate da madre natura che vi farà crescere una moltitudine di vita.

Il progetto della CMG Landscape Architecture ha vinto il prestigioso American Society of Landscape Architects (ASLA) per la sua ingegnosità ed originalità. Oltre ad essere bello da vedere questo nuovo modo per rinverdire le città ha anche un ottimo rapporto costi/benefici.

2. Il giardino nel cassonetto

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Una cosa che non manca sicuramente nelle grandi città sono le pattumiere per la raccolta dei rifiuti, che sono prodotti ogni giorno in quantità mostruose.

Ma molti architetti del paesaggio, artisti e anime creative sparse nel mondo, hanno intravisto in loro una grande potenzialità: quella di abbellire e aggiungere vita al paesaggio urbano.

Ed ecco che alcuni cassonetti si sono magicamente trasformati in piccole oasi felici, ricche di vita e di colori. L’architetto Ken Smith ha installato tre giardini/cassonetto all’Ohio State University, ognuno dei quali con un diverso tipo di coltivazione.
Molti volontari inglesi invece ne hanno installati alcuni nei pressi della stazione di King's Cross a Londra. Questi singolari giardini sono facilmente trasportabili e quindi possono essere spostati secondo le necessità.

3. Coltivare sul camion

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Un progetto ancora più mobile, rispetto ai giardini/cassonetto, è sicuramente quello della Farm Truck ideato da Curt Ellis e Ian Cheney.

Il concetto su cui si basa questa idea sensazionale è semplice quanto inconsueto: realizzare una piccola fattoria mobile nel vano posteriore di un camioncino. Una coltivazione di rucola, lattuga, pomodori, peperoni e molto altro ancora che cresce rigogliosa in un pick-up Dodge Ram del 1986. Alla fine della stagione con il raccolto coltivato in questo piccolo spazio mobile si sono nutrite circa 20 persone. Il progetto ha dimostrato come sia possibile coltivare anche in spazi impensati ottenendo comunque degli ottimi risultati:

4. Il giardino nel cratere

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Durante la seconda guerra mondiale, gli inglesi realizzarono i cosi detti Victory Gardens: piccoli giardini metropolitani dove coltivare il cibo per il proprio sostentamento come risposta alla forte carenza dello stesso dovuta alle rigide restrizioni della guerra in atto. Inoltre, questi giardini servivano a rafforzare i rapporti all’interno della comunità, come fonte di distrazione dagli orrori della guerra.

Ma quello che vi mostriamo è un esemplare d’eccezione: è stato, infatti, realizzato all’interno di un cratere formatosi dopo un attentato a Londra.

L’insolito giardino è la riprova che si può coltivare veramente in ogni luogo anche in quelli segnati in modo indelebile dagli orrori della guerra.

Questi insoliti orti urbani possono veramente cambiare la vita delle grandi metropoli cittadine sia che producano fiori sia che producano vegetali commestibili.

Buona crescita a tutti.

Lorenzo De Ritis

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