Giardini planetari: cosa sono e perché realizzarli

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Giardini planetari. Ogni angolo è un centro del Cosmo e la Terra è un organismo vivente. Questi potrebbero essere due punti di partenza per una nuova concezione dell’orto e del giardino, così come di noi stessi.

Un altro punto di partenza potrebbe essere questo: la Terra, oggi come sempre, oggi più che mai, ha bisogno della nostra cura. La fertilità del suolo negli ultimi due secoli è andata calando, in seguito alla pratica intensiva delle monocolture e all’utilizzo su larga scala di pesticidi e diserbanti. La decisione di coltivare un orto o un giardino, o un ortogiardino, oggi è più che mai un atto di consapevolezza rivoluzionaria, e nel farlo possiamo andare oltre le semplici pratiche agricole tradizionali, per riallacciarci a un passato ancora più remoto, una saggezza lontanissima e proprio per questo più che mai viva e presente nel nostro inconscio.

Fare un orto può diventare un modo per creare un mandala, uno specchio del macrocosmo, in cui disponiamo armoniosamente i simboli delle energie archetipiche che informano la trama della nostra realtà.

Giove, Saturno, Venere e tutti i pianeti infatti non sono che simboli planetari di archetipi collettivi inconsci. Si muovono nel cielo così come dentro di noi, tra i fili della stoffa di cui tutti siamo fatti.

Giardini planetari: simbolo di guarigione

Un altro punto di partenza è la Guarigione. L’orto è un bellissimo modo di prendersi cura di se stessi e della Terra (che poi è la stessa cosa), e allestire un orto tenendo conto dell’anatomia fisica ed energetica del nostro pianeta, così come della qualità delle energie che lo abitano, ci aiuta a comprendere come si muovono e come funzionano anche le energie che governano le nostre personalità individuali.

L’ortogiardino può diventare allora un modo per guarire la Terra, per studiare l’Energia, per conoscersi meglio e per creare un centro dell’universo in cui vengono espresse le forze che vi danzano. Così, oltre a fornirci cibo e bellezza, l’orto ci permetterà anche di dare forma visibile a uno schema energetico, di rendere percepibili ai sensi le energie sottili, manifestandole attraverso la scelta della piante.

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Il legame tra giardini e Pianeti

Ogni pianeta rappresenta un archetipo. Nel mondo vegetale, le piante sentono l’influenza di tutti i pianeti, ma solitamente sono governate soprattutto da uno o due di essi, di cui esprimono la funzionalità attraverso le forme, gli odori e le proprietà curative. Inoltre, nella loro crescita le piante seguono i ritmi planetari: i germogli sono governati principalmente dal Sole, le foglie dal ritmo di Mercurio, i fiori da quello di Venere, l’apparato riproduttivo da Marte, i frutti da Giove e i semi da Saturno. Il tutto riunito in un’unica danza armonica.

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Come comprendere i giardini planetari

Per comprendere le corrispondenze tra piante e pianeti, bisogna innanzitutto acquistare familiarità con gli archetipi che ciascun pianeta rappresenta e con la botanica vegetale, ma queste sono cose semplici, che si possono ottenere tramite un poco di ricerca e di lettura. Poi bisogna sviluppare una sorta di sesto senso, una percezione sottile che vada un poco oltre la modalità di percezione materialistica in cui siamo stati allenati a impiegare i nostri cinque sensi. Occorre imparare a rimettere insieme i dati che ci arrivano da olfatto, vista, tatto, gusto e udito (sì, perché le piante fanno anche rumore, hanno voci, solo non parlano mai molto forte), e una volta tornati a una percezione sensoriale integra, aggiungere a questa l’intuito, il nostro sesto senso, il senso nascosto che tutti possediamo, anche se spesso solo a uno stato latente.

Anche questo in realtà è semplice. Basta andare nella Natura, nel nostro giardino se ne abbiamo uno o in un bosco, in un parco, in un orto botanico. E osservare, ascoltare, provare a sentire, come se fossimo dei bambini. Senza aspettarci nulla. La Natura ci parla continuamente, e la sua voce è dentro di noi.

 

Possiamo imparare a riconoscere le zone dove c’è un’energia venusiana, quelle che invece sono governate da Marte, quelle più saturnine, eccetera. Possiamo innanzitutto cercare di sentire in che direzione scorre l’energia, e se in un punto l’energia viene risucchiata all’interno della Terra, oppure se in un altro l’energia sgorga rinnovata. Sviluppare una sensibilità percettiva nei confronti del corpo energetico della Terra può essere un punto di partenza. È semplice, perciò necessita di allenamento. Se fosse complesso, basterebbe capirlo. Qui invece non si tratta di capire. Si tratta di vivere. Di provare, di ritornare bambini e guardare ogni cosa per quella che è, come fosse la prima volta, senza sovrapporre schemi preconfezionati. Non ci sono risposte già pronte e l’esplorazione delle energie non segue leggi precise, assiomi applicabili in serie. È un gioco sempre diverso e iniziare a farlo è sempre bellissimo. 

Possiamo affidarci alle conoscenze trasmesse dal passato (dalla teoria delle segnature, dalla spagiria e dall’erboristeria alchemica) per trovare dei punti di riferimento. Ma la ricerca è sempre aperta e per comprendere non serve tanto capire quanto allenare l’intuito e mantenerlo limpido - non confonderlo con l’opacità delle impressioni che continuamente ci attraversano. L’intuito è il blu del cielo dietro alle nuvole delle emozioni passeggere. Bisogna connettersi alla Natura, attuare uno “switch”, un cambio di frequenza. Quando succede, ce ne si accorge senza dubbi.

Giardino planetario: come realizzarlo

Realizzare un giardino planetario può essere molto semplice. Possiamo individuare nel nostro giardino le zone in cui ciascun pianeta prevale, e coltivare in ognuna di esse alcune piante appartenenti al pianeta che vi risiede. In questo modo, individuando dove si trovano “i pianeti” nel terreno intorno alla nostra casa (che possiamo considerare come il pianeta Terra, il nostro punto di vista), otteniamo una sorta di tema natale del luogo in cui abitiamo, e vedere dove sono disposti i pianeti, se ci sono opposizioni o congiunzioni. Oppure possiamo scegliere un angolo del nostro giardino dove l’energia è pulita e luminosa, e dove il suolo è ben drenato, e lì realizzare un ortogiardino, un mandala vegetale, un angolo del nostro mondo dove rappresentare le energie del nostro sistema solare, allineandole in maniera armoniosa. Piante aromatiche, fiori, ortaggi, arbusti e anche alberi, oltre a fornirci nutrimento, diventeranno il nostro modo per celebrare l’armonia del cosmo e ordinare con dolcezza le energie, riportando l’equilibrio.

Se conosciamo un posto in cui l’energia è particolare, o oscura, possiamo provare a guarirlo, non rinnegando il suo carattere ma cercando di trasformarla assecondandola. In questo le piante, con il loro linguaggio che attraversa i mondi, ci sono di grande aiuto. Osservandole possiamo infatti “leggere” le caratteristiche del luogo in cui ci troviamo, ma anche comprendere l’archetipo che manifestano e ricorrere alla loro energia per sanare le ferite della Terra, per esprimere al meglio le caratteristiche di un posto, per liberare le forze inespresse.

Giardini planetari: perché realizzarli

Ogni volta che compiamo un gesto nel mondo, questo gesto riecheggia profondamente dentro di noi. E questo vale soprattutto quando abbiamo a che fare con il mondo della Natura e delle piante. Lavorare con le piante ci avvicina incredibilmente al nostro Sé inconscio, obliterando il livello mentale e mettendo in diretta comunicazione il piano fisico con quelli più sottili. Le piante si nutrono dei raggi del Sole succhiandoli attraverso i loro fiori e attraverso le radici (il sistema nervoso delle piante) convogliano l’energia solare fino al centro della Terra. Quando siamo con loro, esse comunicano incessantemente con noi, ma a un livello simbolico che travalica le parole, molto più profondo di quello su cui naviga normalmente la nostra mente conscia. Per questo lavorare con gli esseri vegetali ci cura, ci dona pace e ci fa comprendere molte cose senza che ce ne rendiamo conto.

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Creando un giardino planetario, o un orto consapevole, è come se tirassimo un sasso in un lago: generiamo una serie di cerchi concentrici che ci donano benessere perché rispecchiano un pattern naturale che collega il nostro io più profondo alla forma dell’universo.

Ognuno può e dovrebbe coltivare il proprio giardino interiore, in cui creare un’oasi di pace e bellezza, di armonia tra le forze della Natura che sempre si muovono dentro e fuori di noi, che siamo centri dell’universo, universi, minuscole scintille nell’immenso corpo del Cosmo. Rappresentare questo gioco di specchi cosmico servendosi dell’aiuto delle piante è un gesto rivoluzionario e al tempo stesso antico come la Terra.

Giorgia Rossi