Divieto di mangiare cani e gatti anche a Zhuhai, è la seconda città cinese a proibirlo

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Zhuhai nella provincia del Guangdong della Cina meridionale, vieta il consumo di cane e di gatti e altri animali selvatici, diventando di fatto la seconda città dopo Shenzhen a imporre nuove regole che entreranno in vigore già dal 1 maggio.Ma non solo, i cani non saranno più considerati bestiame ma animali da affezione.

A darne notizia è la tv di Stato, China News. Yong Ling, un funzionario del Comitato permanente del Congresso popolare municipale di Zhuhai, in conferenza stampa ha letto il nuovo regolamento.
Mangiare cani e gatti comporterà una multa fino a 20 o 30 volte superiore rispetto al valore di mercato di questi animali.

Il consumo sarà severamente vietato nei ristoranti, negli hotel e nelle fattorie della città, ma anche in tutte le piattaforme online. Come sappiamo era stata Shenzhen a fare da apripista, e anche qui il divieto partirà dal 1 maggio 2020.

Questi nuovi regolamenti, probabilmente figli dell’emergenza coronavirus, non solo proteggono gli animali, ma garantiscono anche maggiore tutela sul piano della sicurezza alimentare e benessere degli esseri umani. Ma non solo, un altro passo in avanti è il fatto che per la prima volta il Ministero dell’Agricoltura del paese e Affari rurali dichiara che i cani sono animali da affezione e non più considerati come bestiame.

Come abbiamo più volte detto, parte della scienza ritiene che il nuovo coronavirus sia stato trasmesso agli umani da animali selvatici venduti come cibo in un mercato di Wuhan, città di 11 milioni di persone nella Cina centrale. Ma anche l’epidemia di SARS nel 2002 e nel 2003, è stata collegata al consumo di animali selvatici.

Secondo l’Indipendent, si stima che 10 milioni di cani all’anno vengano uccisi per il commercio di carne in Cina, ma per Humane Society International è solo il 20% 20% della popolazione ad avere ancora questo gusto culinario. Un sondaggio condotto a livello nazionale nel 2016 ha suggerito che la maggioranza dei cittadini cinesi ritiene che il commercio di carne di cane debba essere completamente vietato.

“Dopo il divieto di Shenzhen e la storica dichiarazione del governo che classifica i cani come animali domestici, speriamo che questo sia l’inizio di un effetto domino della legislazione progressista in tutta la Cina”, dice Wendy Higgins, portavoce della Humane Society International.

Fonti: China News/ Indipendent

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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