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Strage di gatti a Taiwan: 154 vittime del contrabbando di animali sono state soppresse brutalmente

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A Taiwan è avvenuta una vera e proprio strage di gatti. Ben 154 esemplari sono stati uccisi negli scorsi giorni, “colpevoli” di essere finiti nelle mani di contrabbandieri di animali senza scrupoli intenti a importare illegalmente dei gatti di razza sull’isola. Il dramma si è consumato un paio di giorni fa su un peschereccio proveniente dalla Cina, che è stato intercettato a circa 60 km dalla costa di Kaohsiung.

All’interno dell’imbarcazione le autorità hanno scoperto decine di gabbia in cui erano rinchiusi 154 feline di razza Russian Blue, Ragdoll, Persian American Shorthair e British Shorthair, per un valore di circa 300mila euro. Di fronte a questa situazione i funzionari del governo hanno optato per una soluzione drastica, ovvero l’abbattimento dei poveri gatti in quanto rappresentavano un rischio per la biosicurezza, visto che la loro vera origine restava sconosciuta e avrebbero potuto trasmettere malattie ad altri animali nel Paese. La condanna a morte dei felini ha suscitato un’ondata di indignazione tra i cittadini e i gruppi animalisti. 

Sulla triste vicenda è intervenuta anche la presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen, nota per essere un amante degli animali. Ma la colpa di quanto avvenuto è stata attribuita ai contrabbandieri. 

È davvero triste vede ricorrere all’eutanasia per gli animali vittime di contrabbando sotto le norme vaccinali. – ha dichiarato Tsai Ing-wen su Facebook – Molte persone hanno degli amici pelosi nelle loro case, condividiamo lo stesso sentimento. Vorrei esprimere la mia più forte condanna agli scafisti, il vostro personale tentativo di auto-guadagno. Spero però che i parlamentari capiscano che per proteggere gli animali domestici dal rischio di epidemia provocato dal contrabbando di animali, bisogna applicare le norme giuridiche in vigore. So che ci sono molte insoddisfazioni sull’abbattimento dei gatti e ovviamente bisogna rivedere e perfezionare un sistema del genere.

Ma la motivazione del gesto non è andata giù a tantissimi utenti, che si sono chiesti perché non è stata presa in considerazione un’alternativa meno cruenta, come la quarantena per i gatti. 

La Ong Taiwan Animal Emergency Rescue si è anche offerta pagare per la quarantena dei felini, ma il tentativo si è rivelato fallimentare.

Gli animali sono innocenti – ha sottolineato l’associazione animalista – Esistono regolamenti di frontiera, ma si può sempre verificare se gli animali sono malati o meno. Capiamo l’importanza delle leggi e dei regolamenti per l’ecologia domestica, ma ci auguriamo che la legge possa essere modificata e che tratti queste vite in un modo più umano.

È davvero assurdo che debbano pagare sempre gli animali, anche con la stessa vita, per le azioni dell’uomo…

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Fonte: Taiwan News/Tsai Ing-wen (Facebook)

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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