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Stop all’abbattimento dei cani solo perché di razze “pericolose”. Gli animalisti inglesi contro l’assurda (e inefficace) legge che vieta Pitbull, Dogo ecc

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Basta cani condannati a morte per via della loro razza! A chiederlo a gran voce è la RSPCA (Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals), ente animalista britannica che da anni si batte per l’abolizione della legislazione prevista dal Regno Unito che vieta ai proprietari di adottare o acquistare alcune razze canine, in quanto ritenute pericolose a priori dal loro comportamento. La cosiddetta “Breed Specific Legislation” (BSL), in vigore ormai da 30 anni nel Paese, autorizza annualmente l’abbattimento di centinaia di cani innocenti.

Cosa prevede la Breed Specific Legislation 

Lo scopo principale della legislazione specifica sulla razza è quella di proteggere i cittadini da eventuali aggressioni. Eppure i dati degli ultimi anni, non sembrano confermare l’efficacia della BSL. I ricoveri ospedalieri dovuti a morsi di cane continuano ad aumentare di anno in anno. 

Negli ultimi 20 anni (1999-2019), infatti, il numero di ricoveri ospedalieri per il trattamento dei morsi di cane è aumentato del 154%, nonostante il divieto di alcune tipologie di cani. – denuncia Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals – La legislazione non ha raggiunto ciò che si era prefissata di fare. In poche parole,  la BSL non funziona.

Nel Regno Unito, è vietato per legge tenere in casa quattro razze, in molti casi allevate per il combattimento: Pit Bull Terrier, Japanese Tosa, Dogo Argentino e Fila Braziliero. La legislazione specifica sulla razza è stata introdotta 30 anni fa nel Dangerous Dogs Act del 1991. Quando uno di questi cani viene scoperto dalla polizia, viene sequestrato e rinchiuso in un canile. Dopo una valutazione veterinaria, viene determinato se si tratta di un cane potenzialmente pericoloso e in tantissimi casi vengono poi soppressi tramite l’eutanasia. 

Una legislazione inefficace e da abolire

Tuttavia, al momento non vi sono ricerche che le razze in questione siano a prescindere più aggressive delle altre. 

Il fatto che un cane sia aggressivo o meno può essere influenzato da fattori come il modo in cui vengono allevati e allevati e le esperienze durante la loro vita – spiega la RSPCA – La razza non è un buon segnale predittore del rischio di aggressione. E, nonostante la legislazione, i morsi di cane nel Regno Unito continuano ad aumentare. La legislazione specifica sulla razza non solo non riesce a proteggere la sicurezza pubblica, ma ha anche provocato la sofferenza e la morte di centinaia di cani, che sono considerati “pericolosi” semplicemente a causa del loro aspetto.

Per dire stop a questa pratica brutale la RSPCA si è alleata con altri enti animalisti, tra cui Battersea Dogs and Cats Home, Dogs Trust, Blue Cross, British Veterinary Association e The Kennel Club, contrari all’assurda legislazione. 

Ma la RSPCA non si è fermata soltanto alla richiesta di abolizione della Breed Specific Legislation. Ha anche elaborato un documento in cui si affronta la delicata questione e vengono proposte alternative concrete ed efficaci all’uccisione dei cani, a partire da sanzioni più severe per i proprietari che addestrano i cani per il combattimento. 

E, in effetti, è davvero assurdo che un Paese come il Regno Unito, che negli ultimi tempi ha dimostrato in diversi modi di avere a cuore il benessere animale e che finalmente cani, gatti e altre specie esseri senzienti, continui ad autorizzare questa pratica barbara, oltre che inefficace per la sicurezza pubblica. 

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Fonte: RSPCA 

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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