Una 79enne rischia il carcere per aver sfamato dei gatti randagi

Gatti randagi

Finire dietro le sbarre per aver dato da mangiare ai gatti randagi. Ha davvero rischiato la prigione una 79 enne dell’Ohio in seguito alla denuncia presentata dai suoi vicini di casa.

La donna, Nancy Segula, è colpevole di aver nutrito i gatti randagi della sua zona, un gesto amorevole che ha scatenato le ire degli abitanti del quartiere. Dopo tre anni di lamentele, avvertimenti, e denunce da parte dei residenti di Garfield Heights, la Signora Segula rischia 10 giorni di reclusione.

La donna è stata inizialmente citata per aver violato l’ordinanza della città, che vieta espressamente di offrire cibo agli animali randagi. In seguito è stata condannata e messa in libertà vigilata per la detenzione di un numero troppo elevato di gatti e denunciata per non aver smaltito correttamente i rifiuti prodotti dagli animali.

Nonostante le denunce e le condanne, Segula ha continuato a nutrire i felini, violando la libertà vigilata.
Durante l’udienza per questa violazione, la pena a 10 giorni di carcere è però stata sospesa: in cambio la donna avrebbe dovuto smettere di offrire cibo agli animali.
Così non è stato, dunque il giudice ha deciso di confermare la condanna alla reclusione per “disprezzo alla corte”.

La donna si è difesa dicendo che ama troppo gli animali per non preoccuparsi di loro e che i gatti le sono stati d’aiuto per superare la morte del marito e affrontare il lutto e la solitudine. Inoltre, Segula sostiene di nutrire i felini nella sua proprietà, dunque non dovrebbe rappresentare un problema per il vicinato.

Il figlio di Segula, Dave Pawlowski, ritiene che la punizione sia troppo dura e considera assurdo che una signora anziana venga messa dietro le sbarre per un reato del genere.

Non è comunque detta l’ultima parola, dato che il giudice vuole riascoltare la donna e riesaminare il caso. Probabilmente alla Signora Segula verrà risparmiato il carcere anche questa volta, ma i gatti verranno trasferiti per evitare ulteriori lamentele e denunce da parte dei vicini.

Improvvisarsi gattare può essere rischioso anche in Italia. Certamente non si rischia la prigione, ma si potrebbe compromettere il benessere degli animali, oltre ai rapporti con il vicinato. Generalmente le colonie feline sono registrate in Comune e gestite da persone che nutrono i gatti, eliminano correttamente i rifiuti e provvedono a collaborare con le ASL veterinarie per la cattura e la sterilizzazione degli esemplari. Nutrire gli animali potrebbe dunque ostacolare il lavoro di tutela dei volontari.

Anche offrire cibo ai gatti nelle aree comuni dei condomini potrebbe rappresentare un problema, se non vengono rispettate le norme igieniche.

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Tatiana Maselli

Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario Saponi e cosmetici fai da te, "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare".
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