Cani e gatti dimenticati nell’emergenza: gli animalisti chiedono lo sblocco delle adozioni

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Fermare un intero paese per quasi due mesi è un’impresa difficile, sia per chi questa decisione deve prenderla sia per chi vive sulla propria pelle le conseguenze del lockdown.

Restare a casa per superare l’emergenza sanitaria sta infatti portando allo scoperto tante piccole e grandi emergenze sociali ed economiche e sta mettendo in seria difficoltà molte realtà.

Tra queste anche le attività di canili e gattili che per evitare il più possibile gli spostamenti hanno ridotto o addirittura bloccato le adozioni di animali portando a un sovraffollamento delle strutture.

Così, diverse associazioni animaliste tra cui LAV e OIPA hanno indirizzato una lettera al Presidente del Consiglio, al Ministero della Salute e al Direttore Generale della Sanità Animale perché il Governo consenta di riprendere al più presto le procedure di adozione di cani e gatti stipati nelle strutture.

“A distanza di un mese e mezzo dai primi provvedimenti, il carico di animali in strutture pubbliche e private è andato oltre ogni già pesante bilancio che si registra in periodi di normale attività – oltre centomila cani l’anno nei soli canili censiti e decine di migliaia di gatti” scrivono le associazioni firmatarie.

Canili e gattili svolgono un importante ruolo nella lotta al randagismo, poiché sottraggono gli animali dalle strade e consentono un grande risparmio economico per tutti, ma devono poter garantire benessere e risorse per tutti i loro ospiti e questo risulta assai complicato se il numero degli animali supera le capacità della struttura.

Secondo le associazioni, proprio durante il lockdown molte persone si sono rese conto dell’importanza di avere un animale domestico per poter avere compagnia e conforto, ma prima di dare un animale in adozione, i volontari di canili e gattili devono svolgere controlli preaffido presso le famiglie che li accoglieranno, così da poter valutare in quale contesto andrà vivere l’animale.

Per rispetto dei decreti e delle ordinanze delle ultime settimane, tutte queste attività sono state molto rallentate o sospese del tutto.

Ora le associazioni chiedono al Governo di poter riprendere le adozioni di cani e gatti come già avvenuto in Francia dallo scorso 16 aprile, chiaramente rispettando le regole di sicurezza imposte dall’emergenza,

Fonte di riferimento: LAV

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Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario "Saponi e cosmetici fai da te", "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare".
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