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Il mantello dei Labrador rivela un antico segreto sull’evoluzione dei cani (che ha a che fare con l’Artico)

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Centinaia di incroci canini condividono soltanto cinque diversi pellicce ricorrenti, i cui geni si sono originati più di due milioni di anni fa negli antenati (ormai estinti) dei cani e dei lupi.

È sorprendente la varietà delle razze canine che esiste oggi ed è quindi difficile, alle volte, credere che razze fra loro assai diverse appartengano in realtà alla stessa specie. Schemi ricorrenti nel colore della pelliccia dei nostri amici a quattro zampe sono responsabili di un ricco bagaglio di tratti distintivi nelle varie razze (e negli incroci). E, secondo un nuovo studio, queste variazioni nel colore della pelliccia sono dovute a geni provenienti da un lontanissimo antenato comune a cani e lupi.

Cani è lupi hanno due diversi tipi di pigmenti nel loro pelo: un pigmento nero chiamato eumelanina e uno giallo detto feomelanina. La combinazione di questi due pigmenti produce nel cane le cinque principali combinazioni cromatiche della pelliccia (o fenotipi): giallo dominante, giallo remissivo, agouti, nero e schiena nera. All’interno di ogni fenotipo, poi, sono possibili variazioni dovute a diversi fattori – come per esempio la posizione dei ‘confini’ fra le aree eumelaniniche e quelle feomelaniniche, la remissività del pigmento feomelanina, la lunghezza e/o l’arricciamento dei peli (vd. immagine).

evoluzione cane

Pattern evolutivi delle varie razze canine (Credits: Nature Ecology and Evolution)

Dopo aver sequenziato il DNA di antichi cani e lupi, i ricercatori hanno scoperto che la produzione del pigmento giallo è controllata da una particolare proteina, la cui attività è controllata a sua volta da un gene chiamato ASIP. Le mutazioni in due diverse aree di questo gene portano a pellicce di colori differenti. Ma ciò che ha sorpreso gli scienziati è il fatto che il gene ASIP esista da più o meno due milioni di anni – ben prima del processo di addomesticazione del cane, avvenuto circa 30.000 anni fa.

Questo vuol dire che tale gene è condiviso anche dalla sequenza genetica dei lupi (che derivano dagli stessi antenati), e ciò spiegherebbe perché la stessa combinazione genetica che porta alla pelliccia giallo dominante (per intenderci, quella del labrador) sia condivisa anche dal lupo bianco artico: la pelliccia di colore più chiaro era probabilmente un vantaggioso adattamento all’ambiente freddo dell’Artico durante il periodo dell’era glaciale (1,5-2 milioni di anni fa), e tale adattamento è stato poi ‘ereditato’ dai cani e dai lupi esistenti oggi.

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Fonte: Nature Ecology and Evolution

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Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.
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