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Cosa ci dice davvero sul mondo della cinofilia l’addestratore che ha preso a calci il cane

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Sta facendo indignare (e non poco!) il video che circola un paio di giorni su social in cui si vede un addestratore, mentre colpisce un cane lupo cecoslovacco con un violento calcio. Il noto “animal trainer” si occupa di addestramento di cani per il mondo dello spettacolo.

Dopo aver visto quella scena crudele, alcune associazioni animaliste sono scese in campo per condannare il gesto, presentando un esposto-denuncia alle autorità competenti per valutare il comportamento dell’istruttore e la validità del metodo.

Ma quello che in pochi hanno detto è che questo caso apre uno squarcio sul complesso e variegato mondo dell’addestramento dei cani, in cui la violenza fisica è quasi sempre accompagnata da quella psicologica che rende i cani sottomessi, privandoli della loro vera natura.  

Cosa si vede nel video

Nelle immagine pubblicate sui social, si vede l’addestratore rivolgersi al cane con un linguaggio provocatorio e violento. Dopo aver sferrato il calcio, il cane lupo è visibilmente intimorito e stressato, l’uomo gli dice: “Fa male?! Io so sempre dove toccarti”.

La denuncia delle associazioni

“Si tratta di un caso evidente caso di maltrattamento, di sofferenza non solo fisica ma anche psichica volutamente inflitta.” – spiegano le associazioni Enpa, Leidaa, Lav, Lndc e Oipa. – “Se poi si trattava di un cane cosiddetto “morsicatore”, con precedenti di aggressioni, l’interessato dovrebbe spiegare perché un cane con problemi del genere è stato lasciato libero in un recinto, come risulta dal video, alla presenza di altri cani con i loro proprietari o conduttori. Chiarirà chi di dovere. La crudezza delle immagini e la violenza impiegata contro l’animale sono tali da rendere necessario un controllo di legalità.

Come specificato da una nota, la denuncia sarà corredata dalla perizia di un istruttore cinofilo specializzato in razze ibridate dal lupo e nordiche con master in recupero comportamentale.

I metodi (altamente discutibili) adottati con i cani

Il gesto violento che è stato messo alla gogna nei confronti del cane lupo cecoslovacco suggerisce una riflessione più profonda sul tema dell’addestramento. In questo ambito, infatti, le percosse fisiche sono soltanto una delle molteplici forme di violenza inflitte ai cani.

A tutti appare ovvio che se si amano i cani e in generale tutti gli altri animali, i metodi fisicamente violenti non dovrebbe essere mai ammessi. Accettereste mai l’uso della violenza fisica su vostro figlio da parte di un insegnante per educarlo meglio? Se la risposta è no, perché la crudeltà dovrebbe essere accettata quando si tratta di cani? Insomma, non servono calci e percosse per educare un animale domestico né addestramenti estremi che li privano della loro natura, trasformandoli in esseri sottomessi che reagiscono a comando.

Ma il problema non è rappresentato soltanto dai calci. Esiste, infatti, anche la violenza psicologica, largamente utilizzata per rendere gli animali mansueti e recettivi agli ordini. E che, purtroppo, è di gran lunga più “socialmente” accettata. Proprio vedendo la reazione atterrita del cane colpito dal calcio, appare evidente che il lupo cecoslovacco abbia subito un maltrattamento psicologico non indifferente. C’è, quindi, una violenza, molto più subdola, che non si scorge subito e che non ha la stessa risonanza mediatica di quella fisica, ma sui cui bisognerebbe soffermarsi e, soprattutto, che andrebbe vietata in quanto provoca una grande sofferenza nei cani. 

Ogni vero amante dei cani (non a caso l’etimolgoia di cinofilo viene dal greco κύων cioè “cane” e -filo dal greco -ϕιλος ossia “caro a”) non cerca di annullare l’essenza di un animale e di renderlo una sorta di burattino. Al contrario, lavora sulla costruzione di un rapporto sano tra cane e animale, insegnando come comunicare al meglio.

Fonte: Facebook/ENPA

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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