Il vostro cane è “sostenibile”? Chiedetelo ai Vale…

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Un animale domestico consuma quanto un SUV. Potrebbe sembrare un assurdità, uno slogan pubblicitario o una frase provocatoria, ma a dare veridicità a una simile affermazione è lo studio condotto da una coppia di architetti neozelandesi, Robert e Brenda Vale, che ci sono occupati di valutare l’impatto ambientale dei propri “amici a 4 zampe”.

Nel loro libro dal titolo “Time do eat the dog? (È tempo di mangiare il cane?)”, i due hanno analizzato la quantità di energia necessaria per allevare cani, gatti, conigli e animaletti domestici, in termini di ettari di terreno necessari al loro sostentamento, calcolando che un cane consuma circa 164 kg di carne e 95 kg di cereali all’anno.

Bene, tenetevi forti… Per dar da mangiare al vostro cagnolino per un anno occorre coltivare in media 0,84 ettari di terreno, per intenderci le dimensioni di un campo di calcio e mezzo. eat_dogUn po’ meno richiede il gatto, con 0,15 ettari, ma attenzione ai cani di grossa taglia. Il pastore tedesco, per essere sfamato, necessita di 1,1 ettari di terreno. Ad un uomo del terzo mondo ne servono 1,8…

Ma perché il cane consuma tanto? La sua impronta biologica è così grande perché il cibo di cui si nutre ha bisogno di svariati passaggi biologici: ad esempio, i cereali devono essere coltivati, raccolti, trasportati, per poi essere mangiati dagli erbivori, la cui carne verrà poi macellata e inscatolata per nutrire i nostri amati cagnolini. Per dare un po’ di cifre, l’efficienza di trasformazione del cibo in carne sarà del 10%. Il restante 90% viene disperso in calore, escrementi, mantenimento metabolico.

Possiamo dire che un cane di taglia media ha lo stesso impatto ecologico di una Land Cruiser che percorre 10 mila km in un anno. “Non stiamo dicendo che in realtà è il momento di mangiare il cane ma solo che abbiamo bisogno di pensare e di conoscere l’impatto ecologico di alcune delle cose che facciamo e che diamo per scontato” hanno affermato i Vale, che consigliano anche di allevare animaletti più piccoli e più “green” come ad esempio pesci rossi, criceti, polli o conigli.

Francesca Mancuso

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