I cani soffrono di ansia più di quanto pensiamo. Lo studio

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Quasi tre quarti dei cani di casa hanno comportamenti altamente molto legati all’ansia, comportamenti che riducono la loro qualità di vita e addirittura potrebbero essere la causa del loro abbandono. Lo dice uno studio, secondo cui il rumore è la prima fonte di disturbo, seguito dalla paura.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, condotto dall’Università finlandese di Helsinki e coordinato da Hannes Lohi, si basa su un sondaggio fatto tra i proprietari di oltre 13.700 cani da compagnia in Finlandia, comprendendo 264 razze e sia cuccioli giovani che cani anziani.

La ricerca ha esaminato la frequenza di sette tratti legati all’ansia, tra cui la sensibilità al rumore, la paura, l’aggressività, i problemi di separazione e il comportamento compulsivo, nonché i tratti secondari all’interno di queste categorie, come l’inseguimento della coda. Per ciascun aspetto, i cani sono stati classificati come affetti da problemi bassi, medi o alti.

Dai risultati è emerso che il 72,5% dei cani presentava comportamenti altamente problematici in almeno una delle sette categorie e molti avevano problemi multipli. Quasi un terzo dei cani ha mostrato un’elevata sensibilità al rumore, fuochi d’artificio in primis, mentre il 29% dei cani era altamente spaventato e il 14% ha mostrato un’aggressione altamente problematica.

Abbiamo osservato alcune differenze: i cani maschi sono più spesso aggressivi e impulsivi, mentre le femmine più paurose”, ha detto Lohi al Guardian.

Osservate anche delle differenze per età: ad esempio, l’elevata sensibilità al rumore era più comune tra i cani più anziani, mentre un comportamento distruttivo nei momenti di solitudine – classificato come un tipo di problema legato alla separazione – era più comune nei cani giovani.

Il team ha anche esaminato razze particolari, scoprendo che mentre i cani di qualsiasi razza potevano avere problemi di ansia, alcuni tratti erano più comuni in alcuni tipi di cani.

Gli schnauzer nani, ad esempio, avevano alti livelli di aggressività nei confronti di estranei e familiari e una paura per gli estranei, mentre quasi il 10% dei bull terrier dello Staffordshire inseguiva ininterrottamente la coda.

La dott.ssa Rowena Packer, esperta di comportamento e benessere degli animali presso il Royal Veterinary College, ha affermato che la genetica di un cane e il suo ambiente contribuiscono tantissimo al modo in cui agiscono.

Il modo in cui allevatori e proprietari interagiscono con i cani è estremamente importante per crescere cani mentalmente sani – spiega. Ciò include un’adeguata socializzazione con le persone e altri animali, l’abitudine ad esperienze quotidiane sin da cuccioli e un addestramento positivo e senza forza per tutta la vita”.

Rispecchiate il comportamento dei vostri cani in tutto ciò?

Alcuni dei problemi comportamentali evidenziati in questo studio possono portare a una vita di sofferenza per i cani e a un onere emotivo e finanziario per i loro proprietari – conclude la Packer. Affrontare questi problemi con l’educazione dei proprietari su interazioni, ambiente e addestramento adeguati per i cani, dovrebbe essere una priorità per tutti gli amanti di questi bellissimi animali”.

Fonti: Nature / The Guardian

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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