Lo stilista Lagerfeld ha lasciato parte della sua fortuna alla gatta Choupette

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Si chiama Choupette e ha ereditato una fortuna, probabilmente più di quella che noi riusciremmo a racimolare risparmiando tutta la vita. È la gatta ereditiera del celebre stilista Karl Lagerfeld scomparso oggi all’età di 85 anni.

Direttore creativo di Fendi e di Chanel, Lagerfeld ha lasciato orfana la sua piccola gatta dal manto bianco. Per lo stilista e fotografo era una musa ispiratrice e una fidata compagna di vita. Per questo ha deciso di nominarla, tra gli altri, nel proprio testamento.

“Choupette ha la sua piccola fortuna in caso mi succedesse qualcosa, è un’ereditiera. Chi si occuperà di lei non sarà mai in miseria, i soldi delle fotografie nelle quali è apparsa non li prendo, li metto da parte per lei” aveva detto lo stilista nel 2015 durante un’intervista.

Adottata nel 2011 dopo che il modello Baptiste Giabiconi gliel’aveva lasciata per alcuni giorni, Choupette è diventata la musa di Karl Lagerfeld. Dal 2013, ha anche ispirato alcune sue creazioni. Attraverso le numerose campagne pubblicitarie a cui ha preso parte e grazie anche all’account Instagram, la gatta solo nel 2014 avrebbe accumulato un gruzzoletto pari a 3 milioni di euro.

Choupette in effetti è una vera e propria star del web. Il suo profilo Instagram è molto seguito, con 124mila followers.

“È al centro del mio mondo, è una specie di Greta Garbo, ha qualcosa di indimenticabile per come si muove, ispirato dalla sua eleganza e dalla sua attitudine”, erano le parole di Lagerfeld.

Un amore incondizionato quello per Choupette, come dimostra il fatto che parte dell’eredità andrà a lei e a chi se ne prenderà cura. Peccato però che lo stesso amore di Lagerfeld non si sia esteso anche ad altri animali visto che l’imperatore della moda era amante e difensore delle pellicce.

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Francesca Mancuso

Foto: choupettesdiary

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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