Avvelenata Frida, la cagnolina che salvava terremotati e senzatetto

Sta lottando con tutte le sue forze Frida, la cagnolina di tre anni in forze alla Protezione civile, che ha ingoiato un’esca tossica nel parco dell’Albereta. Il nucleo volontario Cisom di Firenze per gli interventi di protezione civile e di assistenza ai senzatetto, fa sapere che è stata dimessa e che ha superato la fase più critica, ma purtroppo ancora non si può cantare vittoria.

“Attendiamo ancora di poter condividere il ritorno al gruppo ma apprendiamo con gioia delle dimissioni assistite. Ci saranno ancora diversi controlli e un’ attenta valutazione dei danni epatici ma noi”, scrivono i volontari su Facebook.

 

Frida che sta combattendo contro una violenta emorragia, nei suoi tre anni di vita, è stata sempre a fianco dei bisognosi. Addestrata per scavare tra le macerie, era con i volontari durante le scosse del Mugello, ma col tempo è diventata anche un punto di riferimento per senzatetto e persone in difficoltà.

“Probabilmente quell’esca non era per lei, ma vorremmo che questi pericoli in un parco pubblico non ci fossero né per altri cani né addirittura per i bimbi”, spiegano i volontari.
Per questo, il fatto è stato denunciato ai carabinieri di Rovezzano, che stanno portando avanti le indagini.

Nonostante la giovane età, Frida che è un golden retriever, è già stata pluripremiata per il suo lavoro soprattutto alla ricerca di vite umane disperse sotto le macerie. Come ogni giorno, stava gironzolando insieme ai suoi proprietari nel parco dell’Albereta, quando ha ingerito del veleno. Subito soccorsa e portata in una clinica veterinaria, la cagnolina ha avuto una violenta emorragia e adesso sta combattendo la sua battaglia per tornare a salvare esseri umani.

“Frida è una di noi e rende la nostra squadra unica: è un soccorritore naturalmente portato al lavoro in emergenza grazie ad un fiuto eccezionale e un cane formato e pluripremiato in quanto in grado di salvare vite umane tra le macerie. E’ il soccorritore che ci aiuta spesso ad entrare in contatto con i bambini incuriositi dalle nostre attività o con le persone che vivono in stato di marginalità sociale perché lei è la prima che riesce a strappare un sorriso a tutti. Le siamo vicini e non vediamo l’ora di poterla avere ancora con noi. Un gesto così spregevole ci indigna e ci preoccupa ma ci rende ancora più determinati nell’esser vigili nel nostro impegno quotidiano”, scrivono i volontari.

I volontari hanno anche lanciato un hashtag di sostegno #aspettiamoFrida

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Giornalista professionista, laureata con lode in Scienze Politiche e con un master in Comunicazione Pubblica e Politica. Vincitrice di due premi giornalistici per la realizzazione di due documentari. A settembre 2017 pubblica "Appunti di antimafia. Breve storia delle azioni della ‘ndrangheta e di quelli che l’hanno contrastata".
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