Scarpe ai cani per la passeggiata: sono davvero necessarie, come consigliato dalla delegazione cinese?

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Come ha ribadito più volte il ministero della Salute, non vi è alcuna evidenza scientifica che gli animali da compagnia, quali cani e gatti, abbiano contratto l’infezione da coronavirus o possano diffonderla. Tuttavia uno dei consigli che il team di 14 tra medici e infermieri cinesi, arrivato a Firenze, ha dato, è quello di far indossare delle scarpe ai cani nel momento in cui li si porta a passeggio e poi toglierle prima di entrare in casa.

Il tutto, secondo il team è per una forma di igiene in più. Gli stessi operatori sanitari arrivati per formare il personale italiano  hanno consigliato anche di utilizzare uno speciale collare per evitare che l’animale, una volta fuori di casa, possa leccare oggetti per strada.

Per adesso, lo ribadiamo queste misure non sono obbligatorie in Italia. Scarpe e collare sono stati utilizzati invece in Cina, così come abbiamo visto più volte immagini di animali domestici con la mascherina. Noi abbiamo parlato più volte di coronavirus e animali, ribadendo di non fare allarmismo e che i nostri amici a quattro zampe non sono portatori del virus e anzi in questo momento, più che mai, possono darci un po’ di sollievo semplicemente con il loro amore incondizionato.

Chiaramente le regole e l’igiene valgono per tutti e vanno rispettate. Ma è davvero necessario usare le scarpe per cani? Alla domanda risponde l’Istituto superiore della Sanità sul portale istituzionale del ministero della Salute.

Se torni da una passeggiata con il cane devi pulirgli le zampe:

“La sopravvivenza del nuovo coronavirus negli ambienti esterni non è al momento nota con certezza. Se il cane viene a contatto con le zampe con secrezioni respiratorie espulse a terra da persone infette è teoricamente possibile che possa trasportare il virus anche se non vi sono al momento evidenze di contagi avvenuti in questo modo”, si legge.

“Quindi, si tratta di osservare l’igiene accurata delle superfici e delle mani lavando i pavimenti con soluzioni a base di cloro all’0.1% (la comune candeggina o varechina), le altre superfici con soluzioni a base di cloro allo 0,5% e le mani con acqua e sapone per oltre 20 secondi o con soluzioni/gel a base alcolica, per uccidere i virus”.

Sostanze che naturalmente non vanno mai e poi mai, usate per le zampe dei nostri cani che vanno lavate con “acqua e sapone, analogamente a quanto facciamo con le nostre mani, avendo cura di asciugarle bene e comunque è opportuno evitare di farlo salire con le zampe su superfici con le quali veniamo a contatto (ad esempio su letti o divani)”.

La questione scarpe, che ripetiamo è un suggerimento del team cinese, non si limita agli amici a quattro zampe. Secondo gli esperti “è necessaria anche la disinfezione delle suole delle scarpe prima di entrare a casa, attraverso un apposito liquido spray” e quella “delle ruote delle auto che entrano ed escono dai parcheggi”.

Su questo punto, l’ISS dice:

“Il tempo di sopravvivenza del virus in luoghi aperti non è attualmente noto. Teoricamente se si passa con la suola delle scarpe su una superficie in cui una persona infetta ha espulso secrezioni respiratorie come catarro, ecc. è possibile che il virus sia presente sulla suola e possa essere portato in casa. Tuttavia, il pavimento non è una delle superfici che normalmente tocchiamo, quindi il rischio è trascurabile.  In presenza di bambini si può mantenere un atteggiamento prudente nel rispetto delle normali norme igieniche, togliendosi le scarpe all’ingresso in casa e pulendo i pavimenti con prodotti a base di cloro all’0.1% (semplice candeggina o varechina diluita)”.

Quindi in sostanza, la regola numero uno se si ha la fortuna di avere un cane è quella di rispettare l’igiene sia dell’animale che la propria, la prudenza non è mai troppa.

cani candeggina

Ci riferiscono inoltre che qualcuno consigli anche in TV di usare la candeggina per pulire le zampe. Non fatelo assolutamente!

Fonte: Ministero della Salute

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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