Cani e gatti per la prima volta tolti dalla lista degli animali commestibili in Cina. Il Festival di Yulin ha i giorni contati

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Ci voleva una pandemia mondiale per arrivare al giorno ormai vicinissimo in cui in tutta la Cina verrà  vietato il consumo di carne di cani e gatti. Per la prima volta nella storia, infatti, questi animali sono stati esclusi dell’elenco ufficiale di animali commestibili facendo ipotizzare che il divieto è vicino. Ma soprattutto potrebbe significare la fine del famigerato e cruento festival annuale della carne di cane di Yulin che si festeggia ogni anno il 21 giugno.

In un documento pubblicato dal Ministero dell’Agricoltura l’8 aprile che introduce il nuovo progetto del Catalogo Nazionale del bestiame e pollame, non compaiono per la prima volta cani e gatti nei 31 animali classificati come bestiame e pollame. Il documento per il momento non è vincolante, ma si tratta di una consultazione pubblica ha il fine di interrogare e sollecitare i cittadini ad inviare feedback fino all’8 maggio.

“Con il progresso della civiltà umana e la preoccupazione e la preferenza del pubblico per la protezione degli animali, i cani sono passati da animali domestici tradizionali ad animali da compagnia. I cani non sono generalmente considerati bestiame e pollame in tutto il mondo e la Cina non dovrebbe gestirli come tali “

si legge nel documento del ministero che però ci tiene a precisare che si tratta ancora di una bozza che non ha nulla a che fare con il divieto. 

Nonostante la precisazione, sono in molti in Cina che considerano questo un grande passo verso la fine del consumo di cani in Cina, il primo tassello per porre fine alle catene di interesse dei mercati dei cani, poiché l’industria della carne canina si basa in gran parte sul commercio illegale degli esemplari.

Ma, come c’era da aspettarsi, non sono mancate le feroci critiche, soprattutto dagli imprenditori e dagli abitanti della regione Guangxi Zhuang nella Cina meridionale, dove migliaia di persone si guadagnano da vivere proprio nel settore della carne di cane. Anche perché se diventasse effettivo il dievieto significherebbe anche la rovina e la fine per l’annuale festival tradizionale di Yulin, dove negozi locali macellano cani per strada e le persone assaggiano la carne per festeggiare. Un festival circondato soprattutto negli ultimi anni da polemiche e critiche feroci da ogni parte del mondo. Il festival si tiene ogni anno nel giorno del solstizio d’estate che quest’anno cadrebbe il 21 giugno.

Proprio una settimana fa, a seguito dell’epidemia ci coronavirus, la città di Shenzhen, nella provincia del Guangdong era diventata la prima città cinese a vietare ufficialmente la vendita e il consumo di carne di cani e gatti. Divieto che entrerà in vigore a maggio. A questo punto speriamo proprio che sia seguito ufficialmente anche nel resto della Cina in tempo per vietare che la crudeltà di Yulin si ripeta anche quest’anno.

Qui il Catalogo pubblicato sul sito del ministero dell’agricoltura cinese

Fonti: GlobalTimes /MOA china

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Direttore responsabile ed editoriale di greenMe. Ha una laurea in Scienze della comunicazione e un'esperienza pluriennale negli uffici stampa. In greenMe ha trovato il modo di dare sfogo alla sua "natura" più vera.
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