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In questo Comune italiano hanno vietato l’accesso nelle piazze ai cani, impugnata l’ordinanza

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Ai cani è vietato accedere alle piazze. Accade a Tursi, in provincia di Matera, dove il sindaco ha emesso un’ordinanza che nega ai cani di entrare nelle piazze del comune e passeggiare in via Roma, il corso principale della città. E chi non rispetta il divieto rischia una multa da 25 a 500 euro. Un’ordinanza assurda che sta facendo discutere cittadini e associazioni animaliste, tra cui l’OIPA (Organizzazione internazionale protezione animali) che ha presentato un’istanza di annullamento.

Inoltre, l’associazione ha richiesto di modificare la parte del testo in cui si afferma che “è fatto divieto del divieto di abbandonare alimenti, cibi per le strade e nelle aree aperte perché ciò sporca ed imbratta la città con pregiudizio per l’immagine e perché alimenta il fenomeno del randagismo”.

E dopo l’annuncio dell’ordinanza, diversi italiani hanno risposto sotto il post pubblicato dall’OIPA comunicando che annulleranno le loro visite a Tursi, mentre qualcuno ha ammesso addirittura di vergognarsi di essere cittadino lucano. Un duro colpo non solo per i proprietari di cani, ma anche per il turismo.

Un’ordinanza assurda che penalizza soltanto i cani 

L’atto del Comune di Tursi che abbiamo impugnato nel porre un divieto assoluto di condurre cani lungo il corso e nelle piazze di tutta la città vaghe ragioni di “igiene del suolo pubblico e di decoro” rientra in un elenco di provvedimenti dichiarati illegittimi dalla giurisprudenza amministrativa” – spiega il presidente dell’OIPA Massimo Comparotto – Già in analoghe ordinanze i giudici hanno riscontrato un difetto del fondamentale requisito di motivazione e la manifesta violazione dei principi di proporzionalità, razionalità, adeguatezza, non discriminazione e della libertà della circolazione delle persone. Abbiamo ottenuto in passato l’annullamento di atti simili nei quali i Tar hanno ravvisato ipotesi di eccesso di potere sotto varie forme: sviamento, falsità dei presupposti, violazione del procedimento, travisamento ed erronea valutazione dei fatti, carenza, illogicità e irragionevolezza della motivazione.

Il vero problema sono le persone incivili, non i cani

Secondo l’OIPA, l’atto impugnato sarebbe del tutto privo di reale motivazione. Mentre è doverosa la pulizia delle deiezioni canine da parte dei proprietari, non è ammissibile il divieto di portare cani in piazze e strade per mantenerle pulite. E, in effetti, si tratta di un’ordinanza che penalizza soltanto i cani. Sarebbe molto più sensato e corretto  sanzionare le persone che lasciano sporche le strade della città.

Più che mettere fuorilegge i cani e i loro possessori, il sindaco dovrebbe predisporre adeguate forme di controllo e sanzioni – continua il presidente Massimo Comparotto. – Vedremo se il sindaco Cosma farà un passo indietro evitando ricorsi al Tar. In caso di ricorso e di eventuale accoglimento, il Comune potrebbe dover pagare anche per le spese di giudizio, con conseguente danno erariale. Il Sindaco può tutelare gli interessi con mezzi di controllo diretti ed efficaci e non lesivi della libertà di circolazione.

In riferimento al punto 6 dell’ordinanza, l’Oipa invita il sindaco a modificarne il contenuto in quanto lesivo della tutela del benessere degli animali randagi presenti sul territorio. Già negli anni Novanta, infatti, il Consiglio di Stato in sede consultiva precisava che “nessuna norma di legge fa divieto di alimentare i randagi nei luoghi in cui essi trovano rifugio”. Più recentemente, il Tar della Puglia su ricorso di Oipa ed Earth ha annullato un’ordinanza del Comune di Panni (FG) nella parte in cui vietava ai cittadini di alimentare i cani vaganti nelle aree pubbliche o aperte al pubblico mediante il deposito di cibo in terra. 

Il vero problema non sono affatto i cani, ma piuttosto le persone incivili!

Fonte: OIPA

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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