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Ben 70 cani morti e 80 ammalati: ritirato cibo per animali

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Paura negli Usa dopo circa 70 cani sarebbero morti e altri 80 si sarebbero ammalati dopo aver consumato alcune tipologie di cibo del marchio Sportmix, prodotti  da Midwestern Pet Foods. E la colpa sarebbe delle aflatossine presenti negli alimenti.

Si allarga a macchia d’olio il numero di cibi per cani ritirati negli Stati Uniti. E’ intervenuta la Food and Drug Administration che dopo aver fornito un lungo elenco di prodotti ritirati, sta dando indicazioni a proprietari e veterinari su come gestire quella che si sta rivelando una vera e propria emergenza.

La vicenda è iniziata a fine dicembre quando la società ha richiamato volontariamente alcuni prodotti. La Midwestern Pet Foods ha poi ampliato il richiamo includendo altri cibi che contenevano mais, prodotti presso lo stabilimento dell’Oklahoma.

In particolare, il 30 dicembre 2020, la Midwestern Pet Foods ha annunciato il richiamo di alcuni lotti di alimenti per animali domestici Sportmix dopo che alla FDA sono erano segnalati almeno 28 casi di cani morti e 8 ammalati dopo aver consumato il cibo per animali ritirato. Secondo quanto si legge sul sito della FDA, diversi campioni sono stati testati dal Dipartimento dell’Agricoltura del Missouri ed è emerso che contenevano livelli molto elevati di aflatossine. Il numero di animali coinvolti è salito rapidamente col passare dei giorni.

“A partire dall’11 gennaio 2021, la FDA è a conoscenza di oltre 70 animali domestici che sono morti e più di 80 animali domestici che sono malati dopo aver mangiato cibo per animali Sportmix. Non tutti questi casi sono stati ufficialmente confermati come avvelenamento da aflatossine attraverso test di laboratorio o revisione dei record veterinari. Questo conteggio è approssimativo e potrebbe non riflettere il numero totale di animali domestici interessati” spiega la FDA dicendo che sono in corso una serie di indagini che faranno chiarezza.

Un pericolo chiamato aflatossina

L’aflatossina è prodotta dalla muffa Aspergillus flavus. Essa prolifera sui cereali usati come ingredienti nel cibo per animali domestici. Se si assumono alti livelli di aflatossina, ciò può causare malattie o morte. Ed è quello che potrebbe essere accaduto ai 70 cani morti e accomunati dal fatto di aver consumato tali prodotto.

Gli animali domestici avvelenati dall’aflatossina possono mostrare sintomi che includono lentezza, ittero, visibile negli occhi o nelle gengive, perdita di appetito, vomito o diarrea. Gli animali sono altamente suscettibili all’avvelenamento da aflatossine perché, a differenza delle persone che seguono una dieta varia, generalmente mangiano lo stesso cibo per lunghi periodi di tempo. Di conseguenza le aflatossine eventualmente presenti potrebbero accumularsi, a danno della salute. In alcuni casi, questa tossicità può causare problemi al fegato a lungo termine e/o morte. Alcuni animali domestici talvolta subiscono danni al fegato senza mostrare alcun sintomo.

“La Food and Drug Administration degli Stati Uniti, in collaborazione con i dipartimenti statali dell’agricoltura per Missouri, Oklahoma, Arkansas, Kansas, Kentucky, Louisiana, New Mexico, Oregon, Texas e Washington, sta studiando alcuni prodotti alimentari per animali domestici Sportmix fabbricati da Midwestern Pet Foods , Inc. che posono contenere livelli potenzialmente fatali di aflatossine” spiega la FDA.

Tutti i lotti interessati dal richiamo

Anche se al momento il richiamo riguarda gli Usa, qui trovate tutti i lotti ritirati sia dalla società che successivamente dalla FDA visto che il prodotto è acquistabile anche online.

“Se il tuo animale ha sintomi di avvelenamento da aflatossine, contatta immediatamente un veterinario. Anche gli animali senza sintomi possono aver subito danni al fegato, quindi potresti contattare il tuo veterinario se l’animale ha mangiato uno dei prodotti richiamati” raccomanda la FDA.

Fonti di riferimento: FDA, CNN

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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