Perché i cani mangiano la cacca (e quando preoccuparsi)

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Per quanto possa sembra disgustoso, ai cani piace mangiare la cacca, tra l’altro non necessariamente la loro o quella dei loro simili. Tra le motivazioni quelle di origine ancestrale e solo molto raramente disfunzioni e patologie.

Come scrive la veterinaria Valentina Chiapatti sul suo blog, sono diversi i miti da sfatare sulla coprofagia del cane, ovvero l’abitudine di questo delizioso peloso a mangiare le feci. Innanzitutto, pur essendo possibile che la tendenza sia dovuta a infestazione di vermi intestinali nonché insufficienza pancreatica, queste cause sono fortunatamente molto rare.

Stessa cosa per carenze vitaminiche e minerali, in passato additate come una motivazione certa. Studi successivi, condotti fornendo all’animale overdosi di questo elemento e non notando alcuna differenza nel comportamento, hanno molto ridimensionato la convinzione.

“Prima di pensare che il vostro cane sia malato – scrive la Chiapatti – pensate semplicemente che gli piaccia”.

Al cane piace la cacca

Il comportamento atavico di questi nostri amici a quattro zampe prevede infatti che la mamma pulisca la tana dalla cacca dei suoi cuccioli proprio mangiandola. E i piccoli, apprendendo il comportamento dalla mamma, potrebbero prenderci gusto crescendo.

I cani più fortunati di oggi, inoltre, mangiano spesso cibi ricchi di sostanze nutritive i cui odori appetibili permangono nelle loro feci (teniamo conto che l’odorato dei cani è estremamente più fino del nostro, che cogliamo probabilmente solo la componente più disgustosa delle feci).

Ma non finisce qui, perché molti cani non mangiano solo la loro cacca, ma anche quelle di altre specie, come quella degli erbivori, per loro una prelibatezza, dei gatti (carnivori puri), ma soprattutto la nostra, che, mangiando un’estrema varietà di cibo, produciamo (evidentemente) cacca molto appetitosa per loro.

Tra l’altro, anche se noi umani consideriamo generalmente disgustosa una pratica del genere, studi recenti hanno dimostrato che far mangiare un po’ di cacca della mamma potrebbe far bene al sistema immunitario dei bimbi nati con il parto cesareo, più “indietro” su questo dei piccoli nati con parto naturale.

Perché può essere pericoloso e come possiamo limitare i danni

Purtroppo però, per quanto molto spesso il nostro amato amico peloso sia veramente attratto dalle feci, questo comportamento, se ripetuto, può essere pericoloso per la sua salute, perché così facendo può contrarre parassitosi nonché ingerire resti di farmaci potenzialmente dannosi per lui o per lei.

Come impedirlo? Purtroppo se il nostro amico lo fa perché ne è molto attratto, spiega la veterinaria, non c’è un metodo sicuro. Si può tentare di distrarlo, ma l’attrazione fatale per le feci potrebbe comunque vincere. E soprattutto, mentre aggiungere sostanze repellenti alle sue feci può essere utile, non lo è affatto per gli escrementi degli altri.

Di certo è sbagliatissimo rimproverarlo se fa la cacca in un posto a noi poco gradito perché per paura potrebbe decidere successivamente di rimuovere il “corpo del reato”. Stessa cosa se si cerca di distrarlo urlando o mettendosi a correre: il cane si spaventerà e la ingoierà più velocemente, o forse penserà che sia un gioco, con il medesimo risultato.

Potrebbe essere una patologia fisica o psicologica

Purtroppo molti cani vivono in spazi molto angusti, come nei canili, dove, non potendosi allontanare di molto dai luoghi degli escrementi, puliscono mangiando tutto. E questo comportamento potrebbe tendere a restare anche adottati in famiglia.

In rari casi, ma comunque possibili, dietro la coprofagia si nasconde una patologia, che può essere anche molto seria, da infestazione di vermi intestinali a insufficienza pancreatica. Ma di solito il comportamento in questi casi è accompagnato da altri sintomi.

Se si hanno dubbi, comunque, meglio rivolgersi a un veterinario.

Fonti di riferimento: amicaveterinaria.com

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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