Il documentario che racconta la vita dei cuccioli radioattivi di Chernobyl (VIDEO)

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Corrono in una torre di raffreddamento abbandonata, ma questo non è un luogo qualsiasi e loro non sono dei semplici animali a quattro zampe, sono i cani radioattivi di Chernobyl, vittime dell’esplosione catastrofica del 1986.

Sono i cuccioli di quei cani abbandonati durante l’evacuazione, all’epoca nessuno avrebbe mai potuto immaginare di non poter tornare a riprenderli. Gli animali che si sono salvati hanno continuato a vivere a Chernobyl e i loro cuccioli sono oggi radioattivi.

La loro storia è raccontata in un breve documentario da titolo ‘The Puppies of Chernobyl’ del regista Drew Scanlon, che mostra centinaia di cani e cuccioli che vivono nella zona morta intorno all’impianto nucleare, dove l’accesso è limitato.

Possono entrarci, ma solo sotto controllo governativo, poche persone anche se diverse centinaia di uomini e donne, disobbedendo agli ordini ufficiali, sono ritornati a vivere nelle zone limitrofe, laddove c’erano le loro vecchie case.

Secondo il regista, i cuccioli sono figli di quei cani sopravvissuti alla catastrofe e di conseguenza la loro pelle contiene particelle radioattive, per questo motivo, il fondo no profit Clean Futures sta portando avanti un piano di sterilizzazione per i cani e i gatti cresciuti nella zona.

cani radioattivi2
Foto: SERGEI SUPINSKY VIA GETTY IMAGES

Animali che non potrebbero stare a stretto contatto con gli esseri umani, ma che vengono curati grazie all’istituzione di stazioni di cibo e acqua e il supporto di una clinica veterinaria. Accanto ai veterinari ucraini ci sono tanti volontari e organizzazioni anche estere, americane, inglesi e tedesche.

Tra loro, c’è Anna Sovtus, una veterinaria ucraino che lavora all’interno dell’iniziativa ‘The Dogs of Chernobyl’, che come vediamo in questa immagine tiene in mano uno dei cuccioli radioattivi.

cani radioattivi1
Foto: SEAN GALLUP VIA GETTY IMAGES

I cani soffrono per la mancanza di cibo e di acqua e spesso sono vittime della fauna selvatica che è cresciuta vista l’assenza di persone nella zona. Vivendo in libertà poi bevono da pozzanghere e attraversano zone proibite per questo sono radioattivi.

I dipendenti degli stabilimenti vicini alla zona di esclusione li coccolano e gli offrono del cibo, alcuni di loro sono stati addirittura adottati, perché secondo il team di esperti ‘non dovrebbero esserci rischi sanitari immediati’. Ma non è una certezza.

Tuttavia, esiste un problema legato alla rabbia, visto che i cani sono a stretto contatto con la fauna selvatica, che può rivelarsi fatale se non curata in tempo.

Alcuni cani sono stati dotati di speciali collari che consentono di monitorare la quantità di radiazioni cui sono esposti, in modo da poter mappare il livello di contaminazione della zona attorno all’ex centrale nucleare sovietica.

Purtroppo non sono le uniche vittime di Chernobyl:

Il lavoro di Clean Futures Fund comporta appunto, anche il tentativo di valutare che livello di radiazione sia presente nei corpi dei cani. I risultati potrebbero aprire la possibilità al fatto che alcuni dei cani possano lasciare la zona di esclusione e, in definitiva, essere adottati.

Dominella Trunfio

Foto: SEAN GALLUP VIA GETTY IMAGES

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
TryThis

L’app che ti fa divertire sfidando i tuoi amici anche durante il lockdown

NaturaleBio

Cacao biologico naturale, in granella o in polvere: benefici e ricette per portarlo in tavola con gusto

Tua fibra energia

Luce, gas e fibra tutto incluso e a prezzo fisso ogni mese, la nuova frontiera della bolletta unica

ABenergie

Cosa fai dentro casa per risparmiare energia?

Schär

Sei celiaco? Da Schär un test di prima autovalutazione dei sintomi da fare in pochi click

Cristalfarma

Come gestire nel proprio piccolo disturbi d’ansia e stress di uno dei momenti storici più difficili

Cristalfarma
NaturaleBio
Seguici su Instagram
seguici su Facebook