La storia (a lieto fine) del cane bassotto legato col nastro isolante e gettato in un fosso al freddo

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Un atto di violenza inaudita. L’uomo è davvero capace di cose terribili e ancora una volta le vittime sono gli animali. Quella che stiamo per raccontarvi è una storia molto triste ma che per fortuna ha un lieto fine. Un cane è stato gettato vivo dentro a un fosso, con le zampe e il muso legati col nastro isolante. Lì è rimasto per 12 ore, sotto un freddo pungente prima di essere salvato.

Siamo nel Missouri dove si stava per consumare una tragedia. Un bassotto di colore nero e marrone è stato imbavagliato e gettato in un fosso. Un essere indifeso vittima della crudeltà umana. Poco importava se fuori ci fosse davvero molto freddo.  Le zampe anteriori erano legate insieme da nastro adesivo, così come quelle posteriori. Una vicenda accaduta lo scorso anno a febbraio ma di cui si sta tornando a parlare sui social. Il cagnolino è stato trovato a febbraio del 2019 lungo la Highway M. Marshak.

Lo sceriffo della contea di Jefferson, Dave Marshak, ha arrestato l’autore del gesto. Si tratta di un uomo di 39 anni, Paul Garcia di Barnhart, condannato al carcere con una cauzione di $ 50.000 con l’accusa di abuso di animali e azione criminale armata.

Il cane non apparteneva all’uomo, un detenuto. Garcia ha raccontato che stava installando alcuni altoparlanti quando il bassotto si è infilato sotto il suo camion. Secondo quanto riferito, Garcia ha detto agli investigatori di essere andato nel panico, credendo che il cane fosse usato per monitorare i suoi movimenti. Così lo ha infilato in un secchio e gli ha avvolto il nastro intorno alla bocca e alle gambe. Ha detto agli investigatori che alla fine ha portato il cane a Imperial dove si è fermato e lo ha buttato fuori dalla finestrino.

C’era molto freddo quella notte e quando il cane è arrivato all’ospedale per animali il giorno successivo, la sua temperatura corporea era molto vassa.. Il personale dell’ospedale non conosceva il nome del cane, quindi inizialmente è stato chiamato Jimmy. Il piccolo è rimasto ricoverato per alcuni giorni in gravi condizioni:

“Aveva freddo, era affamato e con una commozione cerebrale”, ha twittato l’ufficio dello sceriffo della contea di Jefferson.

Oggi Jommy sta bene ma la sua storia sta ancora facendo il giro del mondo. È davvero difficile cercare di comprendere cosa abbia portato l’uomo a compiere questo gesto folle. Katie Kofron, la proprietaria, ha visto la foto sui social e ha capito che era il suo cane scomparso, e si chiamava Flick.  Per fortuna Flick ora si è ricongiunto con la sua vera famiglia e sta bene.

Ci rincuora il fatto che l’autore di questa terribile violenza stia pagando per quello che ha fatto.

Fonte di riferimento:  Twitter/Jefferson County, Ky3, Riverfronttimes

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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